Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Apologetica Apologisti

CARAMUEL LOBKOWITZ, JUAN DE

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Noto anche come: spagnolo: Juan Caramuel y Lobkowitz; latino: Ioannes Caramuel Lobkowitz, Joannes Caramuel Lobkowitz

CARAMUEL LOBKOWITZ, JUAN de. - Teologo ed erudito spagnolo, n. a Madrid il 23 maggio 1606, m. a Vigevano l'8 sett. 1682. Gli fu primo maestro il padre, conte Lorenzo, cultore di scienze astronomiche; in seguito apprese le lingue orientali sotto la guida di Giovanni Ezron, originario della Siria.

La vivacità della sua intelligenza apparve appena superata l'infanzia. All'età di 11 anni, diede alle stampe il suo primo scritto: Caramuelis primus calamus (Madrid 1617); a 15 anni ottenne la laurea in filosofia; a 17 anni entrò nel convento della Spina dell'Ordine dei Cistercensi, in diocesi di Palencia.

A compiere gli studi di teologia e ad apprendere le altre scienze, che dovevano farne un enciclopedico ammirato da tutto il mondo, fu inviato prima a Salamanca, ove anche insegnò; poi a Lovanio, ove nel 1638 si addottorò in teologia. Inviato, poco dopo, quale visitatore delle case cistercensi nell'Inghilterra, nell'Irlanda e nella Scozia, compì la sua missione con tanto zelo e saggezza da essere nominato gran priore dell'Ordine militare di Calatrava. Di ritorno a Lovanio ebbe occasione di leggere gli scritti di Giansenio, ne rilevò per primo gli errori e il confutò. Percorse poi predicando il Belgio e la Germania, specialmente la diocesi di Magonza, ove convertì molti eretici.

Abilissimo architetto, addestrato anche nell'arte militare, il C. nel 1635 liberò la città di Lovanio dall'assedio del duca di Orange e nel 1648, con un corpo di volontari ecclesiastici, la città di Praga dagli Svedesi. Ferdinando III ne concepì tale stima, che lo incaricò di visitare le fortezze di tutta l'Ungheria e di preparare i progetti per metterle in efficienza, e lo nominò ministro di Stato. L'arcivescovo card. Ernesto D'Arrach lo volle anche suo vicario generale. Contemporaneamente disimpegnò le funzioni di predicatore di corte, di consigliere aulico e di abate delle abbazie cistercensi di Monserrato e di Vienna. Nel 1655 Alessandro VII, che l'avevo conosciuto durante la sua nunziatura a Colonia, lo chiamò a Roma a far parte delle Congregazioni dei Riti e del S. Ufficio, e nel 1657 lo nominò vescovo di Campagna nel regno di Napoli. Nel sett. 1673 venne trasferito a Vigevano, piccola diocesi allora, ma ben dotata, come in luogo di meritato riposo. Non vi riposò C. che continuò la prodigiosa sua attività riformando cose e costumi. A Vigevano restano ancora, quali monumenti della sua competenza architettonica, la facciata della Cattedrale e la sistemazione della piazza ducale con il grande scalone che conduce al castello.

Il C. fu veramente uomo straordinario ed eruditissimo, conoscitore di ventiquattro lingue. I contemporanei lo chiamarono «C. magnus». Scrisse più di 70 opere trattando di ogni scienza e di ogni arte, specialmente di teologia, di architettura civile e militare.

Il suo amore per il paradosso lo trascinò talvolta, nei suoi scritti, ad affermazioni, dogmatiche temerarie e ad opinioni eccessivamente lasse in morale, sì da meritarsi da s. Alfonso il titolo di «lavistarum facile princeps». Fu infatti posta all'Indice (1664) la sua opera: Apologema pro antiquissima et universalissima doctrina de probabilitate (Lione 1663) e dovette discolarsi davanti al Papa e fu obbligato ad eliminare diverse sentenze dalla sua Theologia fundamentalis (Francoforte 1651). Tra le opere principali, quasi tutte dimenticate ed in parte perdute, meritano di esser ricordate: Hierarchia ecclesiastica (Praga 1653); Cabalae theologicae excidium (Roma 1656); Theologia intentionalis (Lione 1664); Theologia praeterintentionalis (ivi 1664); Theologia regularis (ivi 1665); Logica moralis seu politica (Vigevano 1680); Critica philosophica (ivi 1681).

Bibliografia5 opere
BIBL.: G. Tardesi, Memorie della vita di mons. Giov. C.-L., Venezia 1760; J.-N. Paquot, Mémoires pour l'histoire litt. des Pays-Bas, II, Lovanio 1768, p. 173 SGR.; M. Gianolio, De Viorlevano et omnibus episcopis eius, Novara 1844; Hurter, IV, coll. 604-10; Anon., s. v. in Enc. Ind., VIII (1930), p. 936.

Lucio Ubezio

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 749–750.

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Ubezio, Lucio. “Caramuel Lobkowitz, juan de.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 749–750. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/caramuel-lobkowitz-juan-de.

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Ubezio, Lucio. “Caramuel Lobkowitz, juan de.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 749–750. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/caramuel-lobkowitz-juan-de.

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