CARLO ORAZIO da CASTORANO. — Celebre missionario e sinologo, n. a Castorano (Ascoli Piceno) il 20 maggio 1673, da Francesco di Orazio e Diamante Guglielmi, m. il 1 febbr. 1755. Vesti l’abito degli Osservanti nel 1690. Il 30 apr. 1698 partì per la Cina, dove arrivò nel 1701. Mons. Chiesa (v.) lo ritenne presso di sé nel vicariato apostolico dello Shantung, e nel 1707 lo nominò suo vicario generale. Ebbe molto a soffrire, specialmente dopo la morte del suo amatissimo vescovo (1721), per parte dei suoi emuli e per la susseguente persecuzione contro i cristiani (1724). Perché la S. Sede fosse di tutto tenuta informata, s’indusse a partire alla volta di Roma (1734). Ormai già avanzato in età, fu dallo stesso Pontefice persuaso a restarsene in Italia presso i parenti, con l’assegnazione di un’adeguata pensione.
Molti ed interessanti sono i libri da lui scritti, rimasti per lo più inediti, tra i quali primeggia il Dizionario latino-italiano-sinico, sia delle voci e sia dei caratteri cinesi.
CARLO ORAZIO DA CASTORANO
BIBL.: Anon., Brevissima notizia o relazione di vari viaggi, fac-sime, patimenti, opere ecc., nell’impero della Cina del P. C. Hota da C., Livorno 1759. R. F. Marczic, Apologia per l’Ordine dei frati Minori, III, Lucca 1759, p. 203 sq.; Marcellino da Civenza, Saggio di bibliografia sanfranciscana, Prato 1879, pp. 90-108; id., Orbis Seraphicus, VI, Quaracchi 1886, p. 715; VII, p. 391; M. Cervone, Compendio di storia dei frati Minori negli Abruzzi, Lanciano 1893, pp. 151 e 320; G. Ricci, Hierarchia franciscana in Sinis, Wuchang 1929, pp. 49-51; A. Chiappini, Annales Min., XXVII, Quaracchi 1934, p. 361; Sbaralea, III, p. 208. Aniceto Chiappini.