CARROCCIO. - Carro speciale da guerra, usato nel medioevo, il cui primo scopo era di portare il vessillo della città. Alcune città gli davano un nome proprio (Regelium, Gaiardus, Blancardus, Berta, Bertazzola). Era un carro a quattro ruote, più maestoso dei carri da guerra comuni, trainato da più paia di buoi, dipinto in rosso o ricoperto di drappi rosso-vermigli, come pure i buoi che lo conducevano. Vi si ergevano sopra una (Milano) o due (Firenze) grandi antenne con il vessillo della città e una gran croce che dominava le schiere.
Da esso, con una campana, si dava il segnale d'attacco, e un corpo di trombettieri animava il combattimento. Prima della battaglia vi si celebrava la S. Messa e spesso era il rifugio dei feriti: a Milano vi era addetto un cappellano «qui... semper Missam celebret et vulneratia det poenitentiam». Alla sua difesa erano posti combattenti scelti. Perderlo in battaglia era grave ignominia, e glorioso trionfo il catturare quello della città avversaria. Federico II, che nel 1237 catturò quello di Milano, lo mandò a Roma, per esser collocato in Campidoglio, a memoria del suo trionfo. In tempo di pace era conservato in un tempio (quello di