CATALOGHI DEGLI APOSTOLI

CATALOGHI degli APOSTOLI. - In Mt. 10, 2-4; Mc. 3, 14-19; Lc. 6, 14-16 ed Act. 1, 13 si trova l'elenco dei nomi dei dodici Apostoli. Questo catalogo di nomi è diviso in 3 gruppi, dei quali il primo è peggiorato da Pietro, il secondo da Filippo ed il terzo da Giacomo d'Alfeo. Il c. d. A. rappresenta una vecchia tradizione orale, anteriore ai Vangeli scritti, e da Marco fu appena leggermente inquadrato nel racconto storico (cf. M. Dibelius, Formgeschichte des Evangeliums, 2ª ed., Tubinga 1933, p. 227).
Può darsi che i tre nomi che iniziano i tre gruppi dovessero indicare tre fonti delle tradizione orale. In questo caso Giacomo d'Alfeo rappresenterebbe la tradizione di Maria, sua madre (Mc. 15, 40; 16, 1; Mt. 27, 56; Lc. 24, 10), come testimone della Risurrezione di Cristo. Nei diversi c. d. A. i nomi dei singoli Apostoli sono quasi sempre uguali. Solo Simone Cananeo (Mt. 10, 4; Mc. 3, 18) ha preso Lc. 6, 15 (cf. Act. 1, 13) il nome «Simone detto Zelote», cioè il suo soprannome aramaco: «Cananeo» è stato tradotto in greco, mentre per il nome di Taddeo (Mt. 10, 3; Mc. 3, 18) si trova nei manoscritti biblici anche quello di Lebbeo, ma Lc. 6, 16 (= Act. 1, 13) conosce per Taddeo il nome: Giuda di Giacomo.
Oltre questo più antico c. d. A. nei Vangeli canonici, esiste ancora un interessante c. d. A. nell'apocrifo Ordinamento ecclesiastico apostolico (prologo). La lista comprende i nomi di: Giovanni, Matteo, Pietro, Andrea, Filippo, Simone, Giacomo, Natanaele, Tommaso, Cefa, Bartolomeo e Giuda di Giacomo (cf. A. Harnack, Die Lehre der zwölf Apostel, Lipsia 1884, p. 225). Simile è la lista nella cosiddetta Epistola apostolorum, cap. 2: Giovanni, Tommaso, Pietro, Andrea, Giacomo, Filippo, Bartolomeo,

Natanaele, Giuda Zelote, Cefa. Caratteristiche di questi due c. d. A. sono: il fatto che Giovanni sta a capo della lista; la presenza di Natanaele; la distinzione fra Pietro e Cefa. Si è cercato l'origine del c. d. A. di questi due scritti nel Vangelo secondo gli Egiziani (A. Baumstark, Alte und neue Spuren eines ausserkanon. Evangeliums, in Zeitschrift für neutestamentl. Wissenschaft, 14 [1913], p. 232 sg.; cf. F. Haase, ibid., 16 [1915], p. 106). Giovanni come capo del c.d.A. si oppone probabilmente ad un c.d. A. degli Ebioniti con Matteo a capo (Epifanio, Panarion haer., XXX, 13, 3 e Ps.-Clemente, Recogn., I, 55 sgg .); cioè alla lista dei Giudicocristiani che preferivano il Vangelo di Matteo fu opposto un elenco dei nomi degli Apostoli basato sulla preferenza che fu data in Egitto al Vangelo di Giovanni. Ma questi c. d. A. degli Ebioniti in Palestina e degli Egiziani si basano sull'esistenza di un Vangelo scritto, mentre il c. d. A. più anziano dei Vangeli canonici presuppone ancora l'esistenza di una tradizione orale. Un c. d. A., che ha caratteristiche tutte speciali, è Canone della Messa (v.).
Bias.: C. Schmidt, Gesprö̈che Jesu mit seinen Füngern (Texte und Untersuchungen, 3, III), Lipsia 1919, pp. 229 sg., 240 sgg. C.d.A. posteriori presso: R. A. Lipsius, Die apohryphen Apostelgeschichten und Apostellegenden, I, Braunschweig 1883, pp. 22-25, 192-206, 210-15; II, 2, ivi 1884, p. 416 sgg.; Ergänzungsheft, ivi 1890, pp. 2-4, 14 sg., 16 sg., 19; Th. Schermann, Propheten- und Apostellegenden nebst Jüngerhatalogen (Texte und Untersuchungen, 31, III), Lipsia 1907, p. 198 sgg.; W. Bauer, in E. Hennecke, Neuinstamentliche Apohryphen, 2a ed., Tubinga 1924, p. 111 sgg.; K. Lake, Simon, Cephas, Peter, in Harvard Thad. Rev., 14 (1921), pp. 25, 95; R. Harris, The toathe Apostles, Cambridge 1927.

Erik Paterson