CAVALCA, DOMENICO

CAVALCA, DOMENICO. - N. a Vicopisano tra il 1260 e il 1270 da una famiglia di notai. Non si sa con precisione quale sia stata la sua prima educazione. È certo però che dopo i primi studi letterari entrò sui sedici anni tra i Domenicani del convento di S. Caterina in Pisa, nel tempo in cui il convento era nel suo massimo splendore. Nello studio domenicano il C. apprese filosofia e teologia e poté completare la sua cultura letteraria.
La massima parte della sua vita la passò a Pisa, e la cronaca del convento ci riferisce che a buon diritto fu reputato santo perché sempre praticò esemplarmente la Regola. Verso il 1300 fu consigliere del vicario Bonaparte, Pio III, e nello stesso anno, fu nominato confessore delle Signore della Misericordia, insigne istituto della città. Provvide nel 1342 alla fondazione del convento di S. Marta perché vi fossero raccolte le prostitute convertite e lo affidò alle suore domenicane.
Gli infermi degli ospedali l'ebbero custode materiale e spirituale: lo nominarono Domenico l'ospedaliero.
L'attività letteraria del C. non destò, durante la sua vita, molto interesse. Le molte pagine da lui scritte o dettate restarono per molto tempo quasi ignote. Scrittore intelligente ed espressivo, di una vivezza tutta particolare, è da considerare tra i più efficaci prosatori trecentisti. Discussioni e polemiche sorseirono intorno alla sua opera. Il Franceschini sostenne che il C. avrebbe volgarizzate l'opera del b. Simone Fidati da Cascia. Il Mattioli attribuì invece le opere controverse del C. a fra' Giovanni da Salerno. Significativo lo studio critico di C. Naselli, che rivendica le opere del C. Traduzione dal latino le Vite dei SS. Padri, il Dialogo di S. Gregorio, gli Atti degli Apostoli, e l'Epistola di S. Gerolamo ad Eustochio.
Sue opere originali sono: Trattato della pazienza o medicina del cuore; Specchio della croce; Specchio dei peccati; Pungillunga; Frutti della lingua; Trenta stolti; Disciplina degli spirituali; Esposizione del simbolo degli Apostoli. Un'ottima edizione di molte di queste opere è dovuta a mons. Giovanni Bottari, pubblicata tra il 1738 e il 1764.
La cronaca del convento di S. Caterina in Pisa (Archivio storico Italiano, vol. VI [1845, 11], pp. 508-509) dice che il C. si addormentò nella pace nel nov. del 1342 e che allo svolgimento del suo funerale concorso tutta la cittadina, specialmente i poveri e gli afflitti.

BIBL.: G. Pasqualino, D. C. in Riv. crit. della lett. ital., 4 (1887), p. 73; L. Simoneschi, Saggio di poesie di fra' D. C., Firenze 1888; F. Falco, D. C. moralista, Lucca 1892; L. Franceschini, Fra' Simone da Casc. e il C., Roma 1897; N. Mattioli, Fra' Giovanni da Salerno e le sue opere volgari inedite, Roma 1901; G. Volpi, La questione del C., in Arch. stor. ital., 5° serie, 36 (1905), pp. 302-18; A. Zacchi, Fra' D. C. e le sue opere, Firenze 1920; C. Naselli, D. C., Città di Castello 1925; B. Croce, Letteratura del Trecento: letteratura di devozione, in Critica, 20 (1931), p. 327; N. Sapegno, Il Trecento, Milano 1934, pp. 540-54; A. Levasti, Mistici del Duecento e del Trecento, ivi 1935, pp. 1001-1003; saggi pp. 531-604.