CAVALLOTTI, Felice. - Scrittore, politico, oratore, n. a Milano il 6 nov. 1842, m. a Roma il 6 marzo 1898. Prese parte alla seconda spedizione garibaldina in Sicilia, fu combattente a Milazzo, al Volturno, a Vezza. Temperamento romantico - «l'ultimo dei romantici» lo definì il Carducci - aspirò ad essere, con la sua aria tribunizia e victorughiana, soldato, uomo politico, giornalista, drammaturgo, poeta, erudito.
Si vedano, in proposito, i suoi drammi storici: I pezzenti, Alcibiade, i Messenii. Astioso spesso nella sua incredulità, dal tedesco tradusse la Vita di Gesù dello Strauss (1865). Come deputato fu avversario della destra parlamentare, si trasformò poi anche in avversario della sinistra, infierendo per tutta la vita con polemiche e scritti contro la persona e la politica di Francesco Crispi. Alle polemiche seguirono spesso i duelli: ne sostenne trentatré; nell'ultimo, con il deputato Ferruccio Macola, incontrò la morte. La sua lirica si riallaccia alla scapigliatura milanese (molto popolare fu la Marcia di Leonida, per i caduti di Mentana); il suo teatro non si allontana per i temi, gli ambienti e i contrasti, dal «drama lacrimoso» dell'Ottocento; grande successo ebbe il Cantico dei Cantici, in un atto, rappresentato nel 1881, in cui il testo della S. Scrittura compie l'opera di «galeotto» tra l'amore di Antonio, alla vigilia del sacerdozio, e la cugina Pia. «L'azione non si tiene insieme se non per la voglia che ha l'autore di far dispetto ai preti» (B. Croce). L'edizione completa delle opere è in 10 voll. (Milano 1895-96).
CAVALLOTTI, FELICE
Bibl.: P. Bardazzi, F. C. nella vita, nella politica, nell'arte, Milano-Palermo 1898; B. Croce, La letteratura della nuova Italia, II, Bari 1943, pp. 173-84.