CENA, GIOVANNI

CENA, GIOVANNI. - Poeta, giornalista e critico, n. a Montanaro Canavese il 12 genn. 1870, m. a Roma il 7 dic. 1917. Studiò a Torino, allievo di A. Graf.

Venuto a Roma, fu redattore-capo de La nuova antologia e qui svolse la sua principale attività.

Si preoccupò di elevare moralmente i poveri dell'agro romano. Pur debole di salute, si prodigò nella sua opera, puramente filantropica, e, dal nulla, superando difficoltà d'ogni genere, istituì per piccoli e grandi 70 scuole rurali con ambulatori, cercando a collaboratori medici contro la malaria e maestri contro l'ignoranza e la miseria. Fu autore di poesie (la sua opera più sostanziosa, pateica, è il poemetto Madre), di saggi critici e di un romanzo, Gli ammonitori, di ardita visione sociale, raccolti dalla editrice «L'Impronta» nella edizione completa delle opere in 5 voll. (Torino 1929). Quello di C. è messaggio di umili, di diseredati cui vivere è troppo doloroso.

BIBL.: L. Russo, G. C., in I narratori, Roma 1923, pp. 77-78; P. Pancrazi, Scritt. italiani, dal Carducci al D'Annunzio, Bari 1927, pp. 267-75; A. Marcucci, L'apostolato educativo di G. C., Roma 1928; G. Lombardo-Radice, Pedagogia di apostoli e di operai, Bari 1936, p. 177 sgg.; G. Petrocchi, Scritt. piemontesi del secondo Ottocento, Torino 1948, pp. 127-39. Franco Costabile
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“CENA, GIOVANNI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 752. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cena-giovanni.