CESAREO, GIOVANNI ALFREDO. - Poeta e critico, n. a Messina il 14 genn. 1861, m. a Palermo il 6 maggio 1937. Dopo una tempestosa giovinezza, dal 1898 per 37 anni insegnò letteratura italiana nell'Università di Palermo. Ineffabilìi dolori, che egli considerava come espiazione delle sue colpe, lo avviarono gradualmente alla conversione religiosa.
Indulgente dapprima alle mode letterarie del suo tempo (Poesie, Bologna 1912), si rivelò poeta originale in tre voll., I canti di Pan (ivi 1920), I poemi dell'ombra (ivi 1923), Colloqui con Dio (ivi 1928), che sono la storia di un'anima turbata dal mistero, straziata dal dissidio tra spirito e senso, purificata dal dolore e dall'ansia religiosa (cf. la lirica In Galilea).
Tra i suoi molti volumi di critica e storia letteraria sono specialmente degni di nota: Le origini della poesia lirica e la poesia siciliana sotto gli Svevi (Milano 1924), La vita e l'arte di G. Meli (Palermo 1924), Studi e ricerche sulla letteratura italiana (ivi 1929). Meditò sempre sull'arte con penetrazione di filosofo ed esperienza d'artista, e con il Saggio su l'arte creatrice (Bologna 1919) pervenne a una concezione idealistica dell'arte: da lui stesso, per altro, superata negli ultimi scritti critici, nei quali, ad es., il poema di Dante è considerato non soltanto come creazione, ma come rivelazione, non soltanto come prodotto del genio umano, ma come effetto della Grazia.
CESAREO, GIOVANNI ALFREDO
Bibl.: G. Natali, G. A. C., Catania 1947 (con bibl. delle opere e della critica); id., La conversione di C. in L'Osservatore romano, 8 giugno 1947; G. Lo Curzio, La poesia di G. A. C., Palermo 1947; E. Santini, G. A. C., ivi 1947; I. Calandrino, A. G. C., Mazara 1948; Anon., G. A. C. nel primo decennale della morte, Palermo 1948.