CESAROTTI, MELCHIORRE. - Scrittore, n. a Padova nel 1730, m. nella sua villa a Selvazzano, nei pressi di Padova, nel 1808. Vissuto in mezzo al turbine politico, come il Monti elogio ora Napoleone ora gli Austriaci, secondo le alterne vicende subite dalla Repubblica veneta. Compiuti gli studi nel seminario padovano, insegnò ivi retorica; passò poi a Venezia come precettore di casa Grimani. Nel 1768 fu chiamato all'insegnamento di ebraico e greco nell'Università di Padova; e nel 1779 fu segretario dell'Accademia veneta di scienze, lettere e arti.
Manifestò le sue qualità di scrittore con traduzioni da Demostene, Eschilo, Omero (curò la sua versione dell'Iliade in prosa e in versi dal titolo La morte di Ettore) tradusse inoltre scritti di Voltaire e di Gray, cercando di dare liberamente agli autori tradotti la sensibilità e il colore del suo tempo (cf. la sua teoria Su i traduttori). Tentò la narrativa, gli apologhi; la poesia con le Rime e la Pronéa, cioè la provvidenza, poema in cui, spiegata la dottrina del libero arbitrio e la ragione dei premi e dei castighi divini proporzionati alla condotta degli uomini e delle nazioni, celebra le gesta di Napoleone, quale datore di felicità al genere umano. Delle sue ricerche filologiche e del suo amore alla filosofia ci rimangono un Corso ragionato di letteratura greca, un Saggio sulla filosofia della lingua e un Saggio sulla filosofia del gusto. Egli sostenne la necessità di una lingua comune costituita non sui precetti degli scrittori e delle accademie, ma fondata su tutti i dialetti italiani. Si dedicò inoltre alla critica letteraria con un Discorso su l'origine e sui progressi dell'arte poetica e con il Ragionamento sopra il diletto della tragedia. Il suo nome è legato tuttora alla versione poetica dei Poemi di Ossian di Giacomo Macpherson, epopea che commosse l'Europa per il ritorno libero e fantastico alle forze della natura. La sua versatilità e la sua irrequietenza sono nell'ambito dell'enciclopedismo desideroso di liberali innovazioni.
CESAROTTI, MELCHIORRE - Ritratto. Incisione di S. Rosaspina. Roma, Ist. d'arch. e storia dell'arte.(fot. Enc. Cutt.)
Bibliografia4 opereOpere: B. Crivelli, Poesie di Ossian, Torino 1924 (con bibl. sul C.). Studi: G. Rossi, M. C. critico e poeta, Salerno 1925; G. Ortolani, Ope
BIBL.: Opere: B. Crivelli, Poesie di Ossian, Torino 1924 (con bibl. sul C.). Studi: G. Rossi, M. C. critico e poeta, Salerno 1925; G. Ortolani, Opere scelte del C., I, Firenze 1925, pp. v-xiv; W. Binni, Preromanticismo italiano, Napoli 1948, pp. 185-252; S. Romagnoli, M. C. politico, in Belfagor, 3 (1948), pp. 143-158. Gran parte dell'epistolario inedito è conservato nella biblioteca del seminario di Padova e nel Museo britannico di Londra.
Fallani, Giovanni. “Cesarotti, melchiorre.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1356–1357. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/cesarotti-melchiorre.
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Fallani, Giovanni. “Cesarotti, melchiorre.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1356–1357. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/cesarotti-melchiorre.
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