CAVALLO. - S. Paolo rivolgendosi ai Corinti li invita ad agire in modo da raggiungere la meta, cioè il cielo come nello stadio dove molti corrono e uno solo raggiunge il premio: «sic currite ut comprehendatis» (I Cor. 9, 24).
Il c. rappresenta quindi il fedele nella corsa della vita; in un epitalio di Tharros è graffito un c. che al posto del marchio del proprietario ha impresso il monogramma di Cristo (G. B. De Rossi, Del c. simbolico sull'iscrizione di Tharros, in Bull. di archeol. crist., 2a serie, 4 [1873], pp. 135-39 e tav. XI, 2); in una iscrizione di Treviri si vede la croce monogrammatica con le lettere A e Ω tra due c. (E. Le Blant, Recueil des inscriptions chrétiennes de la Gaule, Parigi 1866, tav. XXXI, n. 188). Di un defunto si dice nella sua iscrizione che egli «cucurrit opere maxime», cioè aveva corso nella via delle buone opere. Il c. è rappresentato pure nel rovescio di lampade in terracotta; esemplari con c. portanti impresso un marchio crocigero sono stati trovati a Cartagine e a Siracusa. Talvolta però il c. indica soltanto il mestiere esercitato dal defunto, come nella nota iscrizione di Domitilla in cui il defunto Costante guida i suoi due c. che si chiamano Barbaro e Germano.
CAVALLO
Bibl.: E. Leclercq, Cheval, in DACL, III, coll. 1286-1305, Enrico Josi