CAVEDONI, VENANZIO CELESTINO. - Sacerdote, n. a Levizzano (Modena) il 17 maggio 1795, m. a Modena il 26 nov. 1865. Il Mezzofanti lo iniziò allo studio delle antiche monete. Ma la sua attività scientifica non si limitò a questo campo; il De Rossi lo chiamò «il Nestore» degli antiquari italiani (Roma sotter, I, Roma 1864, p. 80). Dei suoi scritti 293 riguardano la numismatica, 153 questioni di epigrafia, 356 materie sacre e 160 questioni archeologiche varie. Le sue recensioni, in numerose riviste scientifiche, contengono assai spesso osservazioni critiche ed originali.
Fra gli scritti numismatici vanno ricordati: I libri santi dell'uno e dell'altro Testamento illustrati e difesi co' riscontri delle medaglie antiche (Modena 1857) e Ricerche critiche intorno alle medaglie di Costantino Magno e de' suoi figlioli insignite de' tipi e simboli cristiani, che apparve negli Opuscoli religiosi del 1858. Le Memorie di religione pubblicarono parecchi suoi lavori: ad es., la Dichiarazione dell'iscrizione sepolcrale di s. Decenzio martire il cui sacro corpo trasportato da Roma fu deposto nella chiesa plebanale di Vignola (1858); L'era dei martiri o sia di Diocleziano illustrata con il riscontro delle antiche iscrizioni greche dell'Egitto (1848); il Ragguaglio storico-archeologico di due antichi cimiteri cristiani della città di Chiusi (1853-54); i Cenni cronologici intorno alla data precisa delle principali apologie e dei rescritti imperiali di Trajano e di Adriano riguardanti i cristiani (1855). Infine notevoli le Ricerche critiche intorno all'origine e ragione della forma odierna del sacro pallio ecclesiastico (Modena 1856) e l'illustrazione di un Monumento sepolcrale cristiano del terzo o quarto secolo scoperto di recente in Modena, negli Atti e Memorie della R. Deputazione di storia patria per le province modenesi e parmensi (1863).