CASTIGLIONE, Baldassarre. - Letterato, n. a Casatico presso Mantova il 6 dic. 1478 da Cristoforo e Luigia Gonzaga. Servi alla corte di Ludovico il Moro dal 1494 al 1499, di Mantova dal 1499 al 1503, d'Urbino dal 1503 al 1516, di Mantova nuovamente dal 1516 al 1524 . Fu ambasciatore a Roma per il duca d'Urbino dal 1513 al 1516, per il marchese di Mantova dal 1519 al 1524. Nel 1524 fu da Clemente VII mandato ambasciatore in Spagna presso Carlo V. papa e l'imperatore, non seppe stornare né prevedere gli orrori del sacco di Roma del 1527, e dovette scagionarsene presso il Papa. Mori a Toledo il 2 fabbr. 1529. Si narra che Carlo V dicesse : «E morto uno dei migliori cavalieri del mondo».
Opere: Il Cortegiano, Risposta a Valdés, Tirsi (egloga), Rime, Carmina. Il Cortegiano è l'opera sua maggiore, in quattro libri, in forma di dialoghi che finge tenuti alla corte d'Urbino nel 1506 , intorno alla « condizioni e particolar qualità che si richieggono" in un perfetto cortigiano. Finezza psicologica, pacatezza del giudizio, squisitezza di gusto, eleganza di lingua e di stile ne fanno uno dei più bei libri del 1500 . Inoltre è prezioso documento del costume

Castiglione, Baldassarre - Ritratto, opera di Raffaello. Parigi, Louvre.
e delle idee delle classi dirigenti in quel secolo. Sena'altri presupposti che la legge naturale, il sentimento dell'onore e il desiderio di piacere al principe e agli eguali, edifica per l'uomo di corte un modello di condotta umanamente diritta e compita, stimabile ed amabile in ogni parte. Dev'esser osservata la misura e fuggita l'affettazione in ogni cosa. La fedeltà al principe non implica il dovere di obbedirlo se comanda il delitto. Del favore ottenuto presso di lui il cortigiano si valga per farglisi consigliere di buon governo. Non è permesso l'amore se non con il diritto fine del matrimonio, oppure l'amor platonico. Gli esempi sono ricavati dall'esperienza degli interlocutori. Abbondano i ricordi e le citazioni classiche. Tre volte sole sono citate la dottrina cristiana e la S. Serittura, e sempre gli interlocutori le sentono estranee alla consuetudine della loro conversazione. Dice che la pietà verso Dio è debita a tutti, e massimamente ai principi, appoggiandosi all'autorità di Senofonte. Ma non manca di proporre per fine degno dei maggiori principi la Crociata contro il Turco.
L'opera fu messa all'Indice con decreto del 3 luglio 1618.
Ciò è dovuto certamente al fatto che in quelle pagine di squisita pedagogia maschile e femminile predomina una morale accomodante e facile ai compromessi allettanti con le passioni, specie per quanto riguarda l'amore platonico e l'amore sensuale e le galanterie che li favoriscono. "Io estimo che l'amor sensuale in ogni età sia malo, pur nei giovani meriti escusszione e forse in qualche modo sia lecito" (IV, 54; cf. anche per la donna: III, 56-73). Neppure mancano facezic ed episodi salaci e piccanti che arieggiano il Documentone. Non è all'Indice l'edizione verseta del 1584.
In un altro scritto, la Risposta a Valdés, difese con grande veemenza il Papa e il clero di Roma dalle calunnie con le quali il segretario di Carlo V aveva preteso di giustificare il sacco di Roma. Anche dalle sue lettere si vede che il C. fu sincero credente, sebbene nel modo un po' superficiale dei gentiluomini in quel secolo.
Giulio Augusto Levi