CERTOSINI

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CERTOSINI. - Ordine religioso fondato da s. Brunone nel 1084 a Chartreuse (Certosa), luogo deserto nella diocesi di Grenoble, dove furono costruiti un oratorio dedicato alla S.ma Vergine, e alcune capanne attorno alla cappella, vicino ad una fontana.

Quel piccolo romitorio, disposto per gli esercizi della vita solitaria, fu il modello di tutte le certose d'Europa. In esso da principio ogni religioso ebbe una capanna per sé : ma cresciuti poi di numero, furono costretti per qualche tempo a stare due per cella, finché non se ne costruirono delle nuove. Il vescovo di Grenoble volle essere il procuratore di quegli eremiti ed esplicò grande attività per costruire loro un monastero. Nel marzo 1085 consacrò l'umile cappelletta di Nostra Signora de Casalibus, cosi chiamata per ricordare la memoria delle capanne dei primi religiosi. Brunone ed i suoi compagni vivevano nel lavoro e nella assidua preghiera e penitenza, e mantenevano un gregge il cui frutto serviva al loro sostentamento. Nel rogo Urbano II chiamò a Roma come suo consigliere Brunone e nel rogr gli permise di fondare una nuova certosa a La Torre in Calabria. Da allora ad oggi l'Europa ha viste sorgere 282 certose, di cui 53 in Italia. Tra le più celebri meritano di essere ricordate quelle di Calabria (rogr), Trisulti (1204), Genova (1297), Napoli (1327), Bologna (1334), Lucca (1338), Firenze (1342), Pisa (1367), Roma (1370), Capri (1371), Pavia (1396).
S. Brunone non scrisse per i suoi discepoli una regola; ed essi si conformarono senz'altro agli esempi da lui lasciati. Fu il quarto priore di Certosa, Guigo, che nel 1127 raccolse tutte le consuetudini praticate fino ad allora, sollecitato a ciò dai religiosi che bramavano seguire fedelmente le osservanze primitive. Il papa Innocenzo II le approvò verso la fine del 1133. I Capitoli generali dei C., per spiegare e completare le consuetudini di Guigo, emanarono, nel corso dei secoli, delle ordinazioni che non sono altro che usanze, perché, secondo il principio fondamentale della legislazione certosina, una prescrizione non ha forza di legge se non dopo essere stata messa in pratica. Cosi si ebbero le Additiones di Basilio nel 1259, i Nova
statuta di Rainaldi nel 1368, la Nova collectio di Carasse nel 1581. Innocenzo XI il 29 marzo 1688 e Pio XI l'8 luglio 1924 approvarono gli statuti dell'Ordine certosino in forma specifica.
L'osservanza primitiva non si è illanguidita dopo otto secoli, e l'Ordine non ha avuto mai bisogno di riforma, si da giustificare in pieno il detto: Cartaria numquam reformata, quia numquam deformata. Il c. mena vita cenobitica e solitaria, trascorrendo il tempo libero dal divino officio in cella, dove vive solo, in una dimora distinta e completamente separata da quella degli altri confratelli e dove prende i suoi pasti, tranne i giorni in cui vi è refettorio comune. Essa si compone di un corridoio, di una stanzetta chiamata Ave Maria (perchć il religioso entrando deve salutare la "Regina del deserto"), di una stanza dove prega, studia e riposa, di un laboratorio con tornio, di una legnala e di un orticello o giardinetto. Un orario indica e prescrive al c. le varie occupazioni: leggere, scrivere, salmodiare, pregare, contemplare, lavorare. Il c. non resta però in cella. Ogni giorno feriale ne esce tre volte (sei nelle domeniche ed in altri giorni di festa), per soddisfare in coro all'ufficio divino: ne esce altresi per le ricreazioni e passeggiate, e per qualche altro esercizio di regola. In chiesa egli si reca per cantare (alle 23) con note semplici e gravi Mattutino e Lodi, poi al mattino la Messa conventuale e la sera il Vespro. In certi giorni di festa si cantano in Coro tutte le Ore canoniche, eccetto Compieta. Per coltivare poi lo spirito di comunità e favorire l'aprirsi degli animi con la fraterna carità, in certosa si prendono i pasti nel refettorio tutte le domeniche ed altri giorni festivi, però sempre in silenzio. In questi giorni è permessa in comune, dopo Nona, una cordiale ricreazione. Una volta per settimana poi i C. compiono fuori della clausura una passeggiata di ca. tre ore.
Ogni monastero è autonomo, ma dipende dal Capitolo generale, il quale mantiene ferma e costante nell'Ordine l'osservanza della regola. Esso di raduna ogni due anni nella Grande Certosa e si compone del padre generale e di otto membri scelti fra i priori e rettori delle certose e

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Certosini - Chiostro della certosa di S. Maria degli Angeli, costruito nel 1563, oggi sede del Museo delle Terme - Roma.

dei vicari delle monache. Il rev. Padre, che è il generale dell'Ordine, gode, da un Capitolo all'altro, di tutti i poteri di esso, e poiché non può uscire dai limiti del suo deserto, il Capitolo generale nomina i visitatori per compiere, in determinate epoche, la visita canonica alle singole case.
I C. cercarono sempre di far silenzio sulla vita dei membri dell'Ordine; pur tuttavia molti sono stati ele-vati agli onori degli altari, alcuni subirono il martirio nei vari paesi d'Europa. Un certo numero di cardinali, vescovi e legati pontifici lo hanno illustrato. Nello studio i C. trovarono un alimento alla loro pietà e contemplazione, e non pochi furono gli scrittori di teologia, liturgia, storia. Alcuni si distinsero nell'agricoltura, nella meccanica, nella pittura, nella tipografia. Attualmente l'Ordine conta ca. 600 membri.

BIBL.: B. Tromby, Storia critico-cronologico-diplomatica del patriarca s. Brunone e del suo Ordine cartusiano, 10 voll., Napoli, 1773-70; C. Le Couteux, Annales Ordinis Carusianensis, 8 voll., Montreuil 1885-91; L. Le Vasseur, Ephemerides Ordinis Carusianensis, 4 voll., 1887-89; N. Molin, Historia Carusiana de Chartreux, 4 voll., 1897; N. Molin, Historia Carusiana ab origine Ordinis, 3 voll., Tournai 1903; C. Bohic, Chronica Ordinis Carusianensis, 2 voll., 1911; Anon., La vita contemplativa e la sua missione apostolica, 1912; Anon., Maisons de l'Ordre des Chartreux, 4 voll., 1913; L. Lucacchini, I. C. e la certosa di Montesanto, Firenze 1935.