CHIERICI REGOLARI

CHIERICI REGOLARI. - Sono quelle società religiose di chierici che, fondate dal principio del sec. XVI sino alla fine ca. del XVIII, non seguivano nessuna delle regole monacali e si consacravano alle forme più varie dell'apostolato.

La loro origine è dovuta in buona parte agli ideali di riforma della vita religiosa specie dopo il Concilio di Trento, alla necessità di provvedere ai bisogni della Chiesa, al sorgere del protestantismo, e ai passi scoperti nelle Indie occidentali ed orientali. Essi esercitano l'apostolato nelle forme più varie, che vanno dall'insegnamento alla predicazione, alla cura degli infermi. Hanno le proprie costituzioni, il governo è più centralizzato che non negli Ordini mendicanti, non consacrano al divino Ufficio lo stesso tempo che i monaci, anzi parecchi lo recitano soltanto privatamente. Per la precedenza vengono subito dopo i monaci e prima delle Congregazione religiose di chierici (can. 491).

BIBL.: C. Silva, Historiorum clericorum regularium, parii 1ª-3ª, Roma e Palermo 1632-66; M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der kath. Kirche, 3ª ed., II, Paderborn 1934, p. 96 sgg.; I. Schaefer, De Religiosis, 3ª ed., Roma 1940, p. 27. Giuseppe Creusen

I. CHIERICI REGOLARI DELLA MADRE DI DIO

Ordine religioso fondato in S. Maria della Rosa a Lucca il 3 maggio 1574 da s. Giovanni Leonardi (v.). Il primitivo titolo: Preti riformati della S.ma Vergine, fu poi cambiato in Congregazione dei Chierici regolari della b. Vergine; l'attuale fu stabilito nel 1614.

Per avere una buona direzione nella vita della piccola famiglia, il fondatore si servì nei primi tempi dell'opera di due religiosi domenicani: i padri Francesco Bernardini, e Benedetto Onesti, del convento di S. Romano in Lucca.

Nel 1580 la piccola istituzione lasciò la chiesa della Rosa e si trasferì in quella di S. Maria Corteorlandini ove, l'8 marzo 1583, si compì l'erezione canonica per opera del vescovo, mons. Alessandro Guidiocioni seniore. Il 13 ott. 1595 venne la conferma della S. Sede, e conseguentemente l'esenzione dalla giurisdizione dell'Ordinario. Nel 1621 fu elevata da Gregorio XV al grado di Ordine religioso, e due anni dopo fu ammessa al godimento dei privilegi e delle esenzioni degli altri Ordini religiosi. Con breve pontificio del 14 genn. 1614, e per desiderio del card. Benedetto Giustiniani, protettore degli Scolopi, era avvenuta l'unione di questi con la Congregazione del Leonardi; ma l'unione fu di breve durata (fino al 6 marzo 1617), poiché fra le due istituzioni esisteva incompatibilità di ministero: i figli del Leonardi non vollero rinunciare al ministero parrocchiale, e gli Scolopi a quello scolastico. Nel 1603 il card. Baronio fu nominato protettore della Congregazione lucchese, della quale è considerato quale secondo fondatore, per averla coadiuvata e difesa nelle più critiche circostanze. Egli fece eleggere generale perpetuo il Leonardi, e l'anno seguente fece adunare il primo Capitolo generale in Roma, nel quale si approvarono le Costituzioni che egli stesso aveva già riveduto.

Nel 1601 il Leonardi aveva ottenuto in Roma la chiesa di S. Maria in Portico (poi dedicata a S. Galla, demolita nel 1935) ai piedi del Campidoglio, luogo allora insalubre e spopolato, offertagli dal card. Bartolomeo Cesi, che ne era il titolare. Presso questa, che era anche parrocchia e collegata con canonici, apriva una casa della sua istituzione, ove rimase fino al 1620, quando si trasferì nella vi-

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CHIERICI REGOLARI (Scolopi) - Studentato filosofico-teologico a Monte Mario in Roma.
cina chiesa di S. Maria in Campitelli, ove ancora oggi ha sede la casa generalizia dell'Ordine. Altre case furono fondate poi: a Napoli, sulla riviera di Chiaia (S. Maria in Portico) e nel centro della città (S. Brigida a Toledo); in Vasto negli Abruzzi; a Genzano di Roma nel 1841; a Monaco (Principato) nel 1873; a La Spezia, intorno all'anno 1880; a Massa Marittima nel 1897; a Fosciandora (Lucca) nel 1903; a Candela (Foggia) nel 1937; a Gallipoli (Lecce) nel 1938; a S. Ferdinando di Puglia nel 1946. In questi ultimi anni sono state aperte tre case nel Cile, in luoghi di missione secondo lo spirito del Leonardi, il quale nel 1603, insieme allo spagnolo mons. G. Batt. Vives, aveva gettato le basi dell'istituzione di Propaganda Fide. Altri tentativi di aprire case di missioni erano avvenuti, al principio del sec. XVIII, con il p. Domenico Perroni, morto a Canton (Cina) nel 1729, ove era stato inviato come procuratore generale di Propaganda Fide, e nel 1924 con l'erezione di una casa nella diocesi di Botucatu nel Brasile. In Lucca l'Ordine portò un efficace contributo al movimento della controriforma. Fra i religiosi insigni, vanno annoverati i venn. Giovanni Battista Cioni (m. nel 1623) e Cesare Franciotti (m. nel 1627), primi soci del Leonardi; Ippolito Marracci (m. nel 1675), fecondo scrittore di cose mariane, suo fratello Ludovico (m. nel 1700), arabista; Costantino Roncaglia (m. nel 1737), scrittore di teologia morale; e Giandomenico Mansi (m. nel 1779), il noto collettore dei Sacri Concili.

Scopo dell'Ordine è l'esplicazione del ministero parrocchiale e sacerdotale, in tutto ciò che è vita attiva dell'apostolato. L'abito è lo stesso che indossavano i sacerdoti nel sec. XVI, cioè: sottana nera senza bottoni, con una falda sovrapposta all'altra e fermata alla vita con una fascia di lana; e collare mobile, rivoltato sul colletto della sottana. Lo stemma è rappresentato dall'immagine della Madonna Assunta in cielo. L'Ordine conta oggi ca. 100 religiosi in 8 case.

BIBL.: C. Franciotti, Cronache della Congregazione..., manoscritto esistente nella casa generalizia; F. Ferraironi, Tre secoli di storia dell'Ordine della Madre di Dio, Roma 1939.

Francesco Ferraironi

II. CHIERICI REGOLARI MINORI (CARACCIOLINI)

Ebbero origine nel 1588 a Napoli ad iniziativa del p. Giovanni Adorno, di s. Francesco Caracciolo

e di d. Fabrizio Caracciolo dei principi di Marsiconovo, e furono approvati da Sisto V il 9 apr. 1589.

Le Costituzioni si differenziano da quelle degli Ordini religiosi di voti solenni per i seguenti principali motivi: a) si tre voti religiosi è aggiunto quello di non ambire dignità ecclesiastiche, e il giuramento di non procacciarsi prepositure anche dentro l'Ordine; b) i religiosi sono obbligati ad un turno di orazione davanti al S.mo Sacramento di un'ora per ciascuno nella giornata; c) dove il numero dei sacerdoti e dei chierici lo consente, v'è l'obbligo dell'ufficienza in comune, senza canto; d) parimenti a turno ogni religioso deve compiere una penitenza straordinaria. Si dedicano inoltre alla predicazione, all'educazione della gioventù, all'assistenza degli infermi, dei carcerati, ecc.

Morto dopo tre anni l'Adorno, il governo della Congregazione fu assunto da s. Francesco Caracciolo, per opera del quale si diffuse specialmente in Italia e nella Spagna, raggiungendo il numero di 60 case con ca. 2000 religiosi. Ebbe missionari in Cina, professori nelle università, predicatori, vescovi e scrittori molto apprezzati. Con l'andar del tempo perdette l'antico splendore fin quasi ad estinguersi. Ora è in promettente ripresa con otto case e sei parrocchie in Italia ed in America.

BIBL.: P. Pisanelli, Notizia historica della religione dei CC. RR. MM., Roma 1710; G. Rossi, Il precursore dell'Adorazione notturna: s. Francesco Caracciolo, 2ª ed., ivi 1926.

Florindo Monachesi

III. CHIERICI REGOLARI POVERI DELLA MADRE DI DIO DELLE SCUOLE PIE (SCOLOPI)

Fondata da s. Giuseppe Calasanzio (v.) nel 1617 in Roma, la Congregazione fu preceduta dall'istituzione delle scuole popolari primarie fatta dallo stesso Santo (nel 1597, presso la chiesa di S. Dorotea, in Trastevere), che le denominò fin dall'origine « Scuole pie », donde « Scolopi ».

Le Scuole pie, gratuite per tutti, furono le prime vere scuole popolari e primarie in Italia e in Europa. Esse costituirono per Roma una novità, e fecero così presto ad affollarsi, che dopo pochi anni fu necessario trasferirsi altrove: nel 1612 si stabilirono finalmente nella casa annessa alla chiesa di S. Pantaleo, dove ancora risiede la curia generalizia dell'Ordine. Intanto il Calasanzio si andava preoccupando dei suoi collaboratori nel ministero scolastico, e venne matu-

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CHIERICI REGOLARI (Scolopi) - Collegio-convitto a Sarria (Barcellona).
randosi in lui il proposito di costituire una Congregazione religiosa, la quale, dopo varie vicende, fu fondata nel 1617, e Gregorio XV nel 1622 ne approvò le Costituzioni con il breve Sacri apostolatus.

Nonostante l'ostilità di taluni, e qualche dissidio interno, l'opera si accreditava e si propagava. Prima nel Lazio, quindi in Liguria, nel Napoletano, in Toscana, in Sicilia, in Sardegna, in Germania, in Polonia, furono aperte case e scuole, vivente ancora il fondatore. L'attività della nuova Congregazione si estese presto anche alle scuole non primarie, per volere dello stesso Calasanzio, che non riconosceva limiti nell'insegnamento. È nota la scuola di matematica stabilita nel 1639 in Firenze, come pure l'amicizia coltivata dagli Scolopi con Galileo. Emuli e interessati si adoperarono in tutti i modi per tener ristretta l'azione educativa degli Scolopi nell'ambito della scuola primaria o elementare. Alla tentata limitazione resistette incrollabile il fondatore, e fu questa una delle cause di un ulteriore accanimento contro le Scuole pie.

Comunque, è certo che l'Istituto così rapidamente ingrandito, e al tempo stesso mal compreso ed avversato, subì una crisi assai grave, provocata all'interno dai fratelli laici aspiranti al sacerdozio, e all'esterno da un deciso attacco di competitori e nemici. Questo stato di cose cagionò da parte di Urbano VIII la deposizione del Calasanzio da superiore generale, e poi, da parte di Innocenzo X, un breve del 16 marzo 1646, che imponeva la regressione dell'Ordine a semplice unione libera di varie case tra loro indipendenti, con piena facoltà a ciascuno di entrare a farne parte o uscirne. A siffatta soppressione sopravvissesse due anni il fondatore, il quale morì, preannunziando la risurrezione della sua opera, ciò che avvenne parzialmente nel 1656, quando Alessandro VII ridonò all'Istituto la fisionomia di Congregazione religiosa con voti semplici; e totalmente nel 1669, quando fu rilevato da Clemente IX allo stato primiero di Ordine religioso con voti solenni.

In seguito, l'Ordine ebbe una gagliarda ripresa estendendosi in Italia e fuori. A una sì rapida diffusione seguì di pari passo il progresso sempre crescente del movimento letterario e scientifico, che ebbe la sua culla nello studentato di Chieti, donde, auspice il p. Morelli, unico glorioso superstite dei cosiddetti galileiani, s'irradiò a tutto l'Ordine, nell'ultimo scorcio del Seicento, per opera principalmente del p. Pirroni, uno degli uomini più illuminati che abbiano governato l'Ordine (1677-85).

Nella seconda metà del sec. XVIII s'inaugura per gli Scolopi un periodo di massimo rifiorimento nel campo delle lettere e delle scienze, unito al notevole aumento di case e di province. In molti luoghi essi non limitarono la loro opera alle scuole, ma assunsero anche il governo di collegi e seminari, sull'esempio del loro fondatore, che dal card. Michelangelo Tonti accettò l'incarico di istituire e reggere il collegio Nazareno di Roma, aperto nel 1630. Gli Scolopi si dedicarono inoltre alla conversione degli eretici nella Boemia, in Moravia, ed alle missioni. Il sec. XVIII fu il secolo d'oro delle Scuole pie, che nel 1784 contavano in Europa ben 218 case e 15 province. Molti Scolopi, soprattutto in Italia, insegnarono nelle università. In Firenze si rese celebre l'Osservatorio Ximeniano, che accrebbe la sua fama durante tutto il sec. XIX.

Le tendenze regalistiche e i moti rivoluzionari dell'ultimo Settecento e del primo Ottocento influirono sinistramente sugli Scolopi che, oltre a rimanere divisi in tre parti praticamente staccate tra loro, in alcune regioni ne rimasero stremati; e molto soffrirono le Scuole pie italiane per la soppressione degli Ordini religiosi nella seconda metà del secolo scorso. Nel 1904 papa Pio X restituiva l'unità gerarchica a tutto l'Ordine, spezzata dalla creazione nel 1804 del vicariato di Spagna.

Religiosi illustri per santità furono, Calasanzio (v.), s. Pompilio M. Pirrotti (v.), i venerabili Landriani e Casani, dei quali è in corso la causa di beatificazione. Molti si distinsero nelle scienze, nelle lettere e nelle arti.

Gli Scolopi contano attualmente 140 case con 2300 religiosi; 55.000 sono gli alunni educati nei loro collegi.

BIBL.: T. Viñas, Scriptores Scholarum Piarum, 3 voll., Roma 1909-11; G. Giovannozzi, Il Calasanzio e l'opera sua,

CHIERICI REGOLARI - CHIERICI SCALZI DELLA SS.MA CROCE

Firenze 1930: L. Picanyol, Brevis conspectus historico-statisticus Ordinis Scholarum Piarum, Roma 1932; id., Le Scuole Pie e Galileo Galilei, ivi 1942; Catalogus generalis Ordinis Scholarum Piarum exequatur anno scholastico 1947-48, ivi 1948.

Lecdeario Picanyol

CHIERICI SCALZI DELLA SS.MA CROCE E PASSIONE DI N. S. GESÙ CRISTO (PASSIONISTI). - Congregazione clericale di voti semplici perpetui, fondata da s. Paolo della Croce (v.) nel 1720 nella quale oltre i tre voti comuni a tutti gli altri istituti, se ne emette un quarto, quello di promuovere tra i fedeli la devozione alla Passione di Cristo. Vestono una tonaca di panno nero di lana, ruvido e pesante, con cintura di cuoio, da cui pende a sinistra la corona del rosario, e con un mantello dello stesso panno, lungo fino al ginocchio. Hanno sandali e il cappello ecclesiastico. Sotto la spalla sinistra sulla tonaca e sul mantello portano un emblema in forma di cuore, sormontato dalla croce, con l'iscrizione JESÙ XVI PASSIO e i tre chiodi della Crocifissione, in bianco su fondo nero. I fratelli laici, a distinzione dei chierici e dei sacerdoti, lo portano sulla tonaca soltanto.

S. Paolo della Croce nel 1725 ebbe da Benedetto XIII facoltà di adunar compagni, e il 14 sett. 1737 aprì sul monte Argentario, presso Grosseto, il primo ritiro. Nel 1741 Benedetto XIV approvò le regole ed i pochi religiosi emiserò i voti. Si costituì così la prima comunità canonica con s. Paolo per superiore.

L'Istituto ebbe la solenne sanzione di Clemente XIV con la bolla Supremi Apostolatus, del 16 nov. 1769. Le regole dei Passionisti sono improntate ad uno spirito tutto particolare di penitenza e di orazione. La povertà è palese in tutto: nei ritiri, nelle celle, negli oggetti d'uso. Nulla si può possedere né in privato, né in comune, ad eccezione della casa e di un limitato terreno annesso, da coltivare ad orto, prato e selva. Vietate le rendite fisse e gli oneri perpetui di Messe. Vivono di elemosina, e a titolo di elemosina ricevono quanto è loro offerto per il ministero della predicazione. Dimorano in solitudine, lontano dai luoghi abitati; perciò le loro case sono dette «ritiri». Dormono vestiti su paglierici e si levano di notte per la recita del Mattutino. Principale osservanza è quella del coro, cui tutti devono intervenire, sia di giorno che di notte: sacerdoti, chierici e laici: questi ultimi per recitare la corona del Signore (di 33 Pater noster) ed altre preghiere loro proprie. Oltre la salmodia corale si hanno ogni giorno due ore di orazione mentale, una la mattina

e una la sera. È proibito espressamente nella predicazione uno stile elevato ed elegante, ma si deve parlare con linguaggio semplice e chiaro per istruire i fedeli nelle verità della fede e nell'osservanza della legge divina, promuovendo insieme la devota ed assidua memoria della Passione di Gesù Cristo. Non è permesso predicare quaresimali e si devono alternare le fatiche dell'apostolato con la dimora nella solitudine, per ritemprare le forze dello spirito.

La Congregazione è governata dal preposito generale, assistito da quattro consultori e dal procuratore, eletti per un sessennio. La provincia religiosa è retta dal preposito provinciale, assistito da due consultori eletti ogni tre anni nei Capitoli provinciali. Nessuno dei superiori può essere confermato più di una volta nella medesima carica.

In principio la Congregazione incontrò gravi difficoltà, tuttavia poté stabilirsi e prosperare felicemente. Alla morte del fondatore (1775) contava 12 case, divise in due province, con ca. 200 religiosi. E benché nei primi tempi l'austerità di vita fosse veramente straordinaria, vi appartennero non pochi uomini illustri per nobiltà e dottrina. La Rivoluzione Francese, con le sue ripercussioni anche in Italia, e la soppressione napoleonica (1810) ne rallentarono lo sviluppo; ma tornato a Roma nel 1814, Pio VII volle ristabilire gli Ordini religiosi, e con lettera del card. Pacca, segretario di Stato, in data 29 giugno 1814, concesse per i primi ai Passionisti di ritornare ai loro ritiri e riprendere la regolare osservanza. Durante il generalato del p. Antonio di S. Giacomo (1839-62), la Congregazione si estese in Inghilterra, nel Belgio, in Francia, in America e in Australia. Presentemente (1949) conta 18 province, con 165 case e 3300 religiosi professi.

I Passionisti in gran numero si segnalarono per santità di vita: si ricordano oltre il fondatore, s. Gabriele dell'Addolorata (v.), il b. Vincenzo Maria Strambi (v.), quei servi di Dio dei quali è in corso la causa di beatificazione: ven. p. Giovanni Battista di S. Michele Arcangelo, fratello del santo fondatore (m. nel 1765), ven. p. Domenico della Madre di Dio (m. nel 1849), p. Lorenzo di S. Francesco Saverio (m. nel 1856), f. Galileo Nicolini, novizio (m. nel 1897), p. Carlo di S. Andrea (m. nel 1893), f. Pio di S. Luigi (m. nel 1889), p. Bernardo Maria di Gesù (m. nel 1911), p. Giovanni dello Spirito Santo (m. nel 1905).

Ben 25 vescovi, 12 dei quali missionari in Bulgaria, e

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(per cartesia dei pp. Passionisti)

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“CHIERICI REGOLARI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 834. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/chierici-regolari.