CLARISSE. - Nome del Second'ordine fondato da S. Francesco d'Assisi con S. Chiara d'Assisi nel 1212 e, all'inizio, propagato specialmente dal card. Ugolino (Gregorio IX). Astraendo alla primitiva Formula vitae (non conservata) data da S. Francesco a S. Chiara e alle sue prime discepole, le Regole seguite nel sec. XIII dalle C. furono quattro, di cui due (3ª e 4ª) sono tuttora in vigore.
La 1ª, composta da: il 1219 dal card. Ugolino, è intitolata (per il divieto del IV Concilio Lateranense di fare nuove regole) a S. Benedetto, senza importare la sua osservanza, come espressamente dichiarò Innocenzo IV a S. Agnese di Praga. Questa fictio iuris durò fino al 1247, quando Innocenzo IV, pubblicando la 2ª Regola, sostituì al nome di S. Benedetto quello di S. Francesco. La 3ª Regola è dovuta a S. Chiara. Preoccupata da certe mitigazioni introdotte dalla 2ª Regola, essa insisté sull'altissima povertà, sul silenzio e il digiuno. Fu approvata da Innocenzo IV il 9 ag. 1253. Urbano IV nel 1263 diede la 4ª Regola, in cui si parla la prima volta di Ordine di S. Chiara, e si concedono possessi in comune. Le C. che l'osservano sono dette Urbaniste.
Per il regime pratico alcuni generali dell'Ordine francescano e vari cardinali protettori dei secc. XIII-XIV diedero delle norme speciali raccolte dal p. Bughetti in Arch. franc. hist., 13 (1920), pp. 89-135. Oltre la povertà (assoluta per le seguaci della 3ª Regola) è caratteristica fin da principio la stretta clausura, estesa nel 1298 da Bonifacio VIII a tutte le suore.
Benché di altra origine, si possono considerare C. anche le Sorores Minores inclusae, istituite dalla b. Isabella di Francia, sorella di S. Ludovico IX, la cui Regola fu approvata da Alessandro IV nel 1259 e, in una seconda redazione, da Urbano IV nel 1263. Essa fu osservata a Longchamps (Parigi), a Roma (S. Silvestro in Capite e S. Lorenzo in Panisperna durante il medioevo) e in quattro monasteri d'Inghilterra fino al 1539. Oggi non è più in uso.
Avendo l'Ordine delle C. nel sec. XIV subito l'influsso deleterio del tempo, S. Coletta si mise a riformare l'Ordine nella prima metà del sec. XV. Base della riforma furono la Regola del 1253 e le costituzioni speciali redatte dal generale dell'Ordine francescano Guglielmo da Casale (1434) e approvate da Pio II nel 1458. Le Colettane fioriscono ancora oggi.
Nel sec. XVI per opera di Maria Longo a Napoli sorse la riforma delle C. cappuccine, che si propagò poi in altri paesi. Esse osservano la Regola (3ª) di S. Chiara, le costituzioni di S. Coletta e alcuni usi ricevuti dai Cappuccini. Le C. concessione fondate dalla b. Beatrice Silva (m. ca. il 1490), sebbene dette nelle prime bolle papali dell'Ordine di S. Chiara, hanno una regola tutta propria, approvata da Giulio II nel 1511, e formano un Ordine a sé, in stretta relazione con l'Ordine dei frati Minori. Sono numerose specialmente in Spagna. Varie altre diramazioni esistono, come le C. missionarie del S. S. Sacramento (Bertinoro), le Povere C. dell'Immacolata Concezione (Stati Uniti, Brasile), ecc.
L'Ordine delle C. è un Ordine contemplativo, ma con l'andar del tempo vari monasteri si sono adattati alle necessità dei tempi e dei luoghi specialmente dal sec. XIX in poi. Così le C. di Faenza hanno una scuola superiore per signorine, come pure dirigono scuole le C. di Ratisbona e di Riedenburg in Baviera, mentre in Irlanda vari monasteri, oltre le scuole, dirigono anche orfanotrofì femminili, laboratori ed altre opere sociali. Queste sono però eccezioni.
Le C. si propagarono celermente. Nel 1228 esistevano già 24 monasteri, enumerati in una lettera del cardinale protettore Rainaldo (Alessandro IV). Erano tutti in Italia, ma presto si trovano anche in altri paesi. In Spagna le prime fondazioni sono a Zamora (1229), Pamplona (1230), Barcellona e Piacenza (1231); in Francia a Reims (1237) e Bordeaux (1246); in Boemia, per opera della b. Boemia (v.), a Praga; in Germania a Ulma (1237) trasferite nel 1258 a Söflingen. Alla fine del Settecento esistevano moltissimi monasteri in tutti i paesi cattolici, ma il giuseppinismo, la Rivoluzione Francese, la secolarizzazione in Germania, la soppressione napoleonica in Italia, il ridussero assai. Dalla seconda metà del sec. XIX risorse numerose si propagarono anche nell'America del nord. Mentre nell'America del sud e nell'America centrale ve n'erano già sotto il dominio spagnolo. Nel 1932 le C. contavano 630 monasteri, di cui 137 in Italia, 281 in Spagna, 48 in Francia, 37 nel Belgio, 4 in Olanda, 11 in Germania, 16 in Inghilterra, 10 in Irlanda, ecc. con quasi 13000 religiose.
Per costituzione originaria e per il diritto vigente (can. 500 § 2) godono i privilegi di esenzione, ma praticamente in gran parte sono sotto la giurisdizione dei vescovi diocesani, mentre alcuni monasteri di pendono dall'Ordine dei frati Minori.
Le C. hanno avuto un gran numero di personaggi illustrati per nobilità di casato (oltre 150 principesse), per for

tezza di carattere, ad es., Caritas Pirckheimer, che a Norimberga resistette vittoriosamente ai protestanti, e le C. di Ginevra (1534), ma specialmente per santità di vita, come le ss. Agnese, sorella di s. Chiara, Elisabetta del Portogallo, Coletta, Caterina da Bologna, Veronica Giuliani, le bb. Elena Enselmini, Agnese di Praga, Isabella di Francia, Margherita Colonna, Filippa Mareri, Battista Varani, Ludovica di Savoia, Margherita di Lorena a tante altre. - Vedi Tav. CXII.
Livario Oligos