CLARIO, ISIDORO. - Vescovo, esegeta ed oratore, n. a Chiari (Brescia) nel 1495 e m. a Foligno il 28 maggio 1555. Il suo nome era Taddeo Cuochi: fu chiamato Clarius dal nome latinizzato del suo paese natio; Isidoro è il nome di professione religiosa. C. divenne monaco benedettino in S. Giovanni di Parma il 24 giugno 1517; fu abate di S. Giacomo di Pontida e quindi di S. Maria di Cesena. Partecipò al Concilio di Trento. Fatto vescovo di Foligno da Paolo III, C. si fece promotore di sagge riforme, riguardanti anche gli studi. Scrisse moltissime e quasi unicamente intorno alla Bibbia.
L'opera sua più importante fu la Vulgata editio Novi et Veteris Testamenti ecc., Venezia 1541-42, in cui si propose di vagliare e di perfezionare l'edizione ordinaria della Bibbia, confrontandola con i testi originali e con codici antichi. Dal lato critico il lavoro fu giudicato diversamente né mancaronò aspre censure per la sua dipendenza da Sebastiano Münster. La Vulgata editio, che fu ristampata dai protestanti nei Critici sacri (v. Londona 1660), attirò sull'autore una condanna ecclesiastica a causa della prefazione e dei prolegomeni, giudicati troppo servili verso la critica ereticale. In una seconda edizione (postuma) con il titolo Biblia sacrosancta ecc. (Venezia 1557-64), vennero corretti i punti censurabili.
Altre opere di C.: Adhortatio ad concordiam (Milano 1450); In Cantica Canticorum scholia ecc. (Venezia 1544); In Evangelium secundum Lucam orationes 54 (ivi 1561); In sermonem Domini in monte habitum secundum Matthaeum orationes 69 (ivi 1566); Orationum quas extraordinarias appellant libri 2 (ivi 1567); Epistolae (Modena 1705); Ecc.
CLARIO, ISIDORO
Bibl.: R. Simon, Histoire critique du N. T., Rotterdam 1685, pp. 320-443; B. Heurtebize, s. V. in DB, II, coll. 793-94; F. Lauchert, Die italien. liter. Gegner Luthers, Friburgo in Br. 1912, pp. 443-51.