CHIAROSCURO

CHIAROSCURO. - E determinato nella visione degli oggetti dal contrasto tra parti in luce e parti in ombra. Si dice, in arte, che questi sono riprodotti a chiaroscuro quando sono resi nei loro valori plastici con le varie gradazioni di una sola tinta. Su questo sistema sono basati in linea generale i disegni e le incisioni; ma tutte le tecniche pittoriche, usando un solo colore, possono servire ad eseguire c. o «monocromati».
Il c. è parte essenziale anche della pittura policroma che non riuscirebbe a rendere il rilievo se non riproducesse le variazioni che subiscono i colori a seconda che sono più o meno illuminati. In alcune epoche i pittori si sono espressi usando il puro colore, senza che i volumi acquistassero determinatezza plastica a mezzo del c.; è la tendenza propria dell'arte classica anteriore al sec. v e che si ritrova presso i Bizantini, i Persiani, gli Indiani e in genere presso i popoli dell'Estremo Oriente. L'arte classica dopo il sec. v, e in genere tutto l'arte occidentale, non rinunciano invece, anche quando affrontano il problema del colore, alla plasticità dei corpi ottenuta col sussidio del c. Al concetto di una pittura basata sui valori chiaroscurali, ove le parti in luce tendono al bianco e quelle in ombra al nero, si oppone quello di una pittura tonale, cioè di quella pittura che, sull'esempio dei grandi veneti e con notevoli apporti delle moderne correnti degli impressionisti, macchiaioli, ecc., basa la rappresentazione

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(per cortesia dei dati B. Urginhart) Catiarioscuzo - Allegoria della morte, di H. Burgkmair (sec. xv). Silografia e tre legni - Berlino, gabinetto dello stampo e disegni.

su accordi di «toni». "Tono» è il valore che i singoli colori acquistano a seconda della quantità di luce che essi assorbono e quindi riflettono.
Bim.: G. Vasari, Le vite, Introduzione, cap. 15; Anon. e V. Golzio, s. V. in Ent. Ital., IX (1931), pp. 995-97; C. Mezzana, La tecnica artistica di Leonardo, in Sapere, 15 dic. 1938, p. 374 . Corrado Mezzana