COEFFETEAU, NICOLAS. - Arcivescovo e polemista domenicano, n. a Château-du-Loir nel 1574, m. a Parigi il 21 apr. 1623. Vesti l'abito a le Mans (1588), fu mandato a Parigi nel convento di S. Giacomo (1590) dove si addottorò in teologia, fu professore, priore, reggente degli studi per 9 anni e vicario generale della Congregazione gallicana. Enrico IV lo scelse come predicatore ordinario (1608). Per suggerimento di Luigi XIII fu da Paolo V nominato vescovo titolare di Dardania (1617), divenne coadiutore del vescovo di Metz, dove lavorò attivamente per la riforma delle abbazie e per la difesa della fede contro i calvinisti. Nel 1621 venne designato vescovo di Marsiglia, ma la morte prevenne la bolla d'investitura.
Fecondo scrittore, il C. polemizzò acutamente con Giacomo I d'Inghilterra, Pietro de Mulin, Filippo Duplessis-Mornay e Marcantonio De Dominis sulle dottrine da essi combattute: Eucaristia, gerarchia ecclesiastica, autorità del Papa. Lasciò molte altre opere, originali e traduzioni: tutte composte con purezza di lingua e di stile (soltanto il Pro monarchia Ecclesiae cathi, contro il De Dominis è in latino), tanto che viene considerato come uno dei creatori della prosa francese. Si ricorda per la dottrina ascetica il Tableau des passions humaines, de leurs causes et de leurs effets (Parigi 1620), che, in 40 anni, ebbe 16 edizioni.