COLORE. - Si dice c. sia la sensazione prodotta dalla materia permeata di una luce che ne determina una «qualità», sia la luce stessa che tale qualità definisce. In arte, il c. è uno degli elementi del linguaggio figurativo e come tale esso interviene a costituire l'essenza stessa dell'opera d'arte, variamente partecipandovi con gli altri elementi, a seconda dell'esigenza stilistica cui l'artista informò la sua creazione.
Le proprietà pittoriche del c. sono la qualità, l'intensità e il tono. La qualità è la distinzione della materia nello spettro luminoso (ad es., il rosso, il giallo, l'azzurro, ecc.); l'intensità è data dalla maggiore o minore distanza della qualità dei neutri; il tono è la fusione della materia e della luce, o ancora il valore che un determinato c. acquista a seconda della quantità di luce che assorbe e riflette.
Per neutri si intendono quelle gradazioni di grigi, dal bianco al nero, che, mancando di luce, hanno in sé implicita la negazione del c.
Su tali proprietà si fonda la vicenda della storia dell'arte per il vario alternarsi dei mezzi espressivi atti a provocare le sensazioni luminose o cromatiche.
Al tono propriamente detto, che fu conquista recente nella pittura moderna (è noto come al «tono» sia legato il nome di Giorgione [1480-1510]) chiaroscuro (v.) che ha più antica tradizione (fu Masaccio ad intenderne per il primo totalmente le facoltà); esso si basa sulle gradazioni dei neutri che si sovrappongono ai colori puri per creare gli effetti d'ombra, contrastanti con gli effetti di luce da quelli suggeriti. A differenza, il tono sarà ottenuto con la successione delle qualità di c. in funzione di luce e in funzione di ombra (un giallo chiaro e un viola scuro, ad es., uniti insieme a creare rispettivamente il partito di luce e l'adiacente partito d'ombra).
Ben diversa fu la visione stilistica di Leonardo da Vinci che all'uso dei toni di c. oppose quello delle gradazioni di neutri, sfumate nel loro chiaroscuro (v. CHIAROSCURO). Così che le ombre predominanti nel suo ideale pittorico, allontanandosi dalla ricchezza del c., delinearono uno dei più suggestivi e poetici atteggiamenti della pittura occidentale.