COMBONI, DANIELE

COMBONI, DANIELE. - Vescovo e missionario nell'Africa, n. a Limone sul Garda (15 marzo 1831), fu educato al sacerdozio da Nicola Mazza, apostolo della carità in Verona. Guadagnato all'ideale missionario africano da Angelo Vinco, reduce dall'Africa centrale (1849), lo seguì nel 1857, spingendosi fino a S. Croce sul Nilo Bianco (6ª lat. nord). Ivi toccò con mano le misere condizioni di quelle tribù e giurò in cuor suo di spendersi tutto per la loro redenzione, anche dopo che, per la salute indebolita, l'obbedienza lo costrinse a rimpatriare (1859). Due anni dopo, la missione dell'Africa centrale era praticamente distrutta: in soli 16 anni vi erano morti 44 missionari, e gli altri l'avevano abbandonata, ad eccezione di uno rimasto a custodia dei fabbricati in Khartum.

Nel 1864, mentre pregava all'altare della Confessione in S. Pietro, il C. concepì il suo Piano per la rigenerazione dell'Africa (Torino 1864), imperniato sul principio di «promuovere la conversione dell'Africa per mezzo dell'Africa». Si proponeva, infatti, di educare i negri per farne maestri, catechisti, sacerdoti; e pensava perfino alla fondazione successiva di piccole università teologiche e scientifiche in Africa per gli ingegni più eletti.

Incoraggiato da Pio IX, iniziò un largo lavoro di penetrazione negli ambienti cattolici d'Europa per guadagnare simpatie, soccorsi, vocazioni per l'Africa. A Parigi convisse per 6 mesi col Massaia allora reduce dell'Etiopia, il quale lo animò al lavoro per i negri.

Nel 1867 aprì al Cairo due istituti per i negri da formare all'apostolato per l'Africa centrale. Nello stesso anno, con l'appoggio di mons. Luigi di Canossa, vescovo

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(per cortesia dei Figli del S. Cuore di Gesù)
di Verona, fondò in quella città l'Istituto delle missioni africane, che più tardi assumerà la forma di congregazione religiosa col nome di Figli del S. Cuore di Gesù. Poco dopo (1872) fondò, pure in Verona, la Congregazione delle Pie Madri della Nigrizia.

Nominato provvisorio (1872) e poi (1877) vicario apostolico dell'Africa centrale e vescovo titolare di Claudiopoli, stabilì la sua residenza in Khartum, ma compì lunghi viaggi nella Nubia, nel Kordofan e nel Dar-Nuba e fondò stazioni a el-Obeid, Delen, Berber. La schiavitù era allora molto diffusa nel Sudan. Il C. non cessò mai di levare la sua voce contro questa piaga, rivolgendosi in particolare al khedive d'Egitto e alle autorità locali, le quali non di rado erano conniventi al turpe mercato. Per parte sua egli teneva aperte le porte delle sue missioni agli schiavi perseguitati, che accoglieva e ridonava alla libertà, spesso dopo averli fatti cristiani. Per questi aprì una colonia agricola a Malbes, ove col lavoro si guadagnassero la vita.

I suoi rapporti e il suo copioso epistolario sono ricchi di notizie e di osservazioni utili per la storia della civilizzazione africana. Compilò un dizionario nubiano d'alto valore scientifico, cui devono aggiungersi studi considerevoli sulla lingua dei Denka.

Finccato dalle febbri morì in Khartum il 10 ott. 1881. Si sono istruiti i processi ordinari per la sua causa di beatificazione.

BIBLI: F. X. Geyer, Mgr. D. C., Bolzano 1882; M. Grancelli, Mons. D. C. e la missione dell'Africa centrale, Verona 1923; I. Dellagacoma, I missionari camilliani con mons. C., ivi 1924; M. Grancelli, Mons. D. C., ivi 1926; H.-Wohnhass, Bischof D. C., Ellwanger 1937; A. Capovilla, Il servo di Dio D. C., 6ª ed., Verona 1949. Agostino Capovilla

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“COMBONI, DANIELE.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 48. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/comboni-daniele.