Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Curia Romana - Corpo diplomatico - Commissioni pontificie - Cappella e famiglia pontificie - Uffici e amministrazioni palatine - Ordini equestri - Tribunali

COMMENDATORE DI SANTO SPIRITO

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Noto anche come: Commendatore di S. Spirito

COMMENDATORE DI SANTO SPIRITO. - È il titolo di una prelatura istituita da Leone X il 15 dic. 1515 per il precettore di S. Spirito, il quale perdette così il suo carattere ospitaliero per assumere quello di prelato, pur conservando tutte le precedenti prerogative e privilegi.

COMMENDATORE DI S. SPIRITO - Cortile nel palazzo del C. di S. S. Architettura di O. Mascherino (1585-90) - Roma.
COMMENDATORE DI S. SPIRITO - Cortile nel palazzo del C. di S. S. Architettura di O. Mascherino (1585-90) - Roma.(fot. musei e gall. pontificie)

Il c. di S. S. non è ora più che il Primicerio della venerabile Arciconfraternita di S. Spirito in Sassia, ma conserva ancora taluni dei privilegi onorifici, quali quelli di poter apporre al lato sinistro della mantelletta del suo abito prelatizio una doppia croce bianca e di inquartare il suo stemma gentilizio con questa doppia croce e l'immagine dello Spirito Santo (la Colomba raggiante ad ali aperte).

Il prelato c. di S. S. ha posto nella cappella pontificia dopo i protonotari apostolici, precedendo il Reggente della Cancelleria, gli abati «nullius» e gli abati generali dei Canonici regolari.

Le lontane origini di questa prelatura risalgono all'ospizio-scuola fondato dai sovrani anglosassoni sino dal principio del sec. VIII per i pellegrini della nazione anglosassone, da cui la denominazione In Saxia alla località dove sorgeva la chiesa di S. Maria loro affidata. Come le altre scholae sorte nelle vicinanze della basilica vaticana, anche quella dei Sassoni subì un periodo di decadenza dopo il periodo carolingio, finché Innocenzo III, per venire incontro ai bisogni che si facevano più gravi, fondò sul luogo un ospedale per gli infermi e per raccogliere i bambini esposti che perivano miseramente e ne affidò la cura all'ordine degli ospitalieri dello Spirito Santo, che era sorto a Montpellier. Di qui la denominazione di ospedale di S. Spirito in Sassia.

Con la cost. Inter opera del 19 giugno 1204, con cui chiamava a Roma questi ospedalieri, Innocenzo III stabiliva che l'ospedale di S. Spirito di Roma fosse a capo di quelli che in seguito i detti ospitalieri avrebbero eretto e che di conseguenza il precettore di Roma ne fosse il capo generale. Istituite poi anche le monache ospedaliere dello Spirito Santo si catese su di esse la giurisdizione di tale precettore. Traccia di questa precettoria e diguità abbaziale si ha ancora nella formula del cerimoniale usata dal S. Padre nell'imporre la mantelletta al neo-eletto c.: Esto praecceptor generalis Ordinis S. Spiritus. Come gli uffici maggiori di altri ordini ospedalieri anche quello di precettore di S. Spirito fu dato in commenda, finché Leone X non rese stabile tale commenda con la creazione della prelatura, la quale importava il dovere per il prelato di avere cura dell'ospedale. Ed i papi della Contro-riforma ebbero cura di conferirla a personaggi che sapessero attendere ai loro doveri. Il bel palazzo che Gregorio XIII, fra il 1572 ed il 1585, fece sorgere accanto alla bella chiesa di S. Spirito è una prova dell'importanza che il c. aveva assunto nella Curia.

Questa prelatura per vari secoli conservò la sua supremazia su tutti gli Ospizi dell'Ordine, finché Benedetto XIV con la costituzione « Saepe Romanorum » del 5 apr. 1741, in considerazione della grande distanza di alcuni di questi ospizi da Roma, decretò terminata la giurisdizione del c. sopra di essi e li sottopose all'autorità degli Ordinari.

Dopo l'occupazione napoleonica fu ricostituito l'ufficio del c. di S. S., con la nomina a presidente della Deputazione, istituita da Pio VII il 13 nov. 1821, per amministrare e reggere gli ospedali di Roma. Sciolta da Pio VIII nel 1829 questa Deputazione, il c. di S. S. continuò il suo ufficio nei riguardi dell'ospedale in Sassia.

Con la presa di Roma, il c. di S. S., privato di qualsiasi attività, si ridusse al godimento dei privilegi inerenti alla prelatura.

Bibliografia3 opere
BIBL.: Fr. Ehrle, L'oratorio di S. Pietro, nella pubblicazione omonima, Roma 1924, p. 25 sgg.; A. Canezza, Gli Arcispedali di Roma ecc., ivi 1933, p. 73 sgg.; M. Vanti, Bernardino Cirillo, ivi 1936, p. 76 sgg.

Guglielmo Felici

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 52–53.

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Felici, Guglielmo. “Commendatore di Santo Spirito.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 52–53. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/commendatore-di-santo-spirito.

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Felici, Guglielmo. “Commendatore di Santo Spirito.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 52–53. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/commendatore-di-santo-spirito.

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