COMPENSAZIONISMO

COMPENSAZIONISMO. - È l'ultimo in ordine di tempo dei sistemi morali, proposti per risolvere sul terreno pratico i dubbi speculativamente insolubili, che riguardano la liceità dell'azione. Fu proposto per primo dal sulpiziano Laboux (De actibus humanis, Parigi 1862) e dal domenicano Potton (De theoria probabilitatis, 1874). Secondo questo sistema il principio: «la legge dubbia non obbliga», non ha un solido fondamento: occorre tornare ad una regola più sicura, che in pratica è il principio del probabilismo (stare per la legge, a meno che le ragioni per la libertà non siano più probabili), con un temperamento. È la novità sta in ciò che quando la legge è veramente dubbia si può anche essere liberi di agire contro di essa, purché il rischio di violare la legge sia compensato (da ciò il nome) da buone ragioni proporzionale alla gravità della legge ed al suo grado di probabilità. Infatti, dicono i compensazioni, la legge certa produce una obbligazione certa, quella dubbia un'obbligazione incerta, per cui si richiedono ragioni meno gravi per credersi dispensati dalla seconda che dalla prima.

In fondo il sistema non è altro che un'applicazione del principio della liceità della cooperazione materiale o della causa con duplice effetto (v. IMPUTABILITÀ DEGLI EFFETTI), che però, secondo gli avversari, sarebbe in questo caso applicato fuori luogo, perché non si tratta di un'azione in sé buona da cui può seguire anche un effetto cattivo, che al massimo si permette; ma si tratta di una azione la cui liceità è dubbia e il male, se c'è, non solo si permette, ma si commette.

Senza poi dire che il sistema non è di pratica applicazione, perché non possono essere molti a saper bene ponderare la gravità della legge, la natura del dubbio e il valore della causa scusante.

Il sistema non ha avuto e non ha molti sostenitori. Si ricordano: D. M. Prümmer (Manuale Theol. mor., I, 6a-7a ed., Friburgo in Br. 1931, pp. 227-28, 235-37; nn. 344, 351); A. Tanquer (Synopsis theol. mor. et past., II, 6a ed., Tournai 1921, nn. 415-17); M. K. Cruysberghs (Quomodo intelligendum venit principium probabilismi: lex dubia non obligat?, in La vie diocésaine, 12 [1923], pp. 24-26; cf. id., De conscientia, Malines 1928, pp. 77-78; id., Parallelismus Compensationisum inter et Probabilismum, in Coll. Mechlin., 3 [1929], pp. 581-84).

Alcuni avvicinano al c. il sistema proposto dal card. G. D'Annibale (Summula th. mor., I, 3a ed., Roma 1908, pp. 246-49, 259, nn. 260-62, e 269) e prima di lui con minore autorità da G. V. Bolgeni (m. nel 1811), e che si potrebbe chiamare «possessionismo», ma altri classici hanno almeno il D'Annibale tra gli equiprobabilisti (cf. A. Lanza, Theologia moralis, I, Roma 1949, p. 385, n. 367).

BIBL.: Oltre la bibliografia citata nel testo, cf. O. Schelphout, De systemate compensationis, in Collationes Gandavenses, 21 (1934), pp. 179-83, 236-40; V. Oblet, Compensation, in DThC, III, coll. 604-607; A. Lanza, Theologia moralis, I, Torino 1949, pp. 385-86, 397, 400-401, nn. 368, 375, 380.