CONFESSIONALE. - Mobile chiesastico, in cui si accede amministra il sacramento della Penitenza. I. nella forma attuale cominciano ad apparire nel sec. XVI; precedentemente il confessore aveva un semplice sedile o cattedra, senza fissa collocazione nella chiesa. Il c. più frequentemente è costruito in legno, alcune volte è di pietra o marmo e anche ricavato nell'interno delle pareti della chiesa.
Nella stessa decorazione della chiesa i. c. occupano una parte importante, sia che, sorti insieme ad essa, partecipino del suo stile, sia che presentino, ed è il caso più comune, altre caratteristiche di stile. Specialmente nel barocco e nel rococo, l'arte del legno ha lasciato in questa suppellettile ecclesiastica veri capolavori. Il Borromini dovette disegnare i c. del S. Carlino alle Quattro Fontane così rispondenti alle caratteristiche linee architettoniche della chiesa; in S. Maria Maggiore a Bergamo Andrea Fantoni, celebre intagliatore (n. nel 1659, m. nel 1734), ha lasciato un magnifico esemplare di c. tutto scolpito e riccamente adorno di figure e rilievi. Notevoli ancora il c. della chiesa di S. Ruffillo a Bologna, con figure di angeli e di santi e graziosi motivi ornamentali, quello di S. Filippo a Chieri con teste di putti; quello della chiesa di Alzano Maggiore con alta e bizzarra cimassa. Tra i c. situati entro le pareti laterali della chiesa si ricordano quelli della chiesa di Gesù e Maria in Roma, dove questa disposizione diventa un motivo architettonico e ornamentale insieme, in quanto sopra tali c. sono disposti gruppi di sculture.
Interessante anche nella chiesa di S. Maria Maddalena in Roma la collocazione sopra i c. di sei statue allegoriche che personificano gli attributi della buona confessione. Nell'arte moderna sono da segnalare i c. della chiesa dell'Immacolata a Genova, ricchissimi e incrostati di madreperla, quelli della chiesa di S. Maria delle Grazie a Carrara intarsi di marmi policromi, quelli della chiesa dell'Addolorata in Roma. Sempre a Roma la moderna chiesa di Cristo Re ha c. rivestiti di ricchi marmi, interrati nelle pareti dell'edificio. - Vedi tav. IX.
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**Diritto canonico.** - a) Nella Chiesa latina. - L'uso del c. è ormai entrato nella legislazione canonica, ma l'obbligo è più o meno grave, a seconda che si tratti di uomini, donne o religiose.
Per gli uomini non è strettamente prescritto, potendo essi confessarsi anche nelle case private (can. 910 § 2); però, se si confessano nella chiesa e negli oratori, non lo devono fare fuori del c., senza una ragione (AAS, 12 [1920], p. 576). Per le donne invece è gravemente prescritto, salvo i casi di infermità o di vera necessità. È anche allora vanno osservate alcune norme prudenziali o disposte dall'Ordinario o prese ad iniziativa del confessore, quando mancano disposizioni diocesane (can. 910 § 2). Per es. : la S. Congregazione di Propaganda Fide, autorizzando i missionari a confessare le donne, in caso di necessità, fuori del c., prescriveva che esse si presentassero velate (Collect. S. Congr. de Prop. Fide, n. 1424). Per le donne inoltre il c. deve trovarsi in luogo ben in vista, di facile accesso, generalmente in chiesa o in oratorio pubblico o semipubblico, destinato a donne (can. 909 § 1). Infine il c. deve avere una grata a piccoli fori, in modo da separare il confessore dal penitente, senza impedire di intendersi.
La violazione abituale di queste prescrizioni è grave, non così l'eccezione, fatta anche senza ragione, purché però non si dia lo scandalo. Il luogo comunque non intacca la validità della confessione, tranne che per le religiose, per le quali la confessione non è valida, se fatta (o abitualmente o ad actum) fuori del luogo legittimamente approvato per le confessioni delle donne (AAS, 20 [1927], p. 61).
b) Nella Chiesa orientale. - Presso gli orientali dissidenti l'uso del c. è sconosciuto. Essi si confessano in chiesa per lo più vicino all'iconostasi e stando in piedi. Il sacerdote indossa la stola che nel momento dell'assoluzione viene imposta sul capo del penitente inginocchiato.
Tra gli orientali cattolici, alcuni (p. es., i bizantinouni e i bizantino-greci) conservano ancora quest'uso; al più adoperano una sedia munita, a un fianco, di grata; mentre presso altri si diffonde sempre più l'uso del c., specialmente per le donne; vi sono anzi disposizioni sinodali che le prescrivono addirittura (p. es., per gli italo-albanesi, ruteni, siri, copti, maroniti e melkiti). Gli uomini possono anche confessarsi fuori della chiesa.
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