Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Arte Particolari

CONTRAFFORTE

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CONTRAFFORTE. - Denominazione generica della struttura muraria avente lo scopo di equilibrare le spinte negli organismi architettonici a volta. Originari probabilmente dell'architettura persiana (esempio più antico il palazzo di Fauruz Abid, forse del sec. IV a. C.), i c. erano noti anche ai Romani che li adottarono negli edifici termali (cosiddetto tempio di Minerva Medica, terme di Diocleziano dove hanno forma di torri).

Nelle chiese ravennati a pianta centrale (S. Vitale) i c. appaiono come speroni angolari. Ma il primo edificio basilicale dove essi sono adottati è presumibilmente S. Babila di Milano (fine sec. X) a sostegno degli archi doppi che costituiscono l'osatura della volta a botte. È però da notare che tentativi in questo senso erano già stati compiuti nel sec. IX in alcune chiese presso Oviedo nelle Asturie.

Altro esempio importante del sec. X è in Francia la chiesa di St-Remi a Reims in cui sostengono le coperture sia della navata centrale, sia di quelle laterali, costituendo così un doppio ordine di strutture resistenti.

Ma solamente quando per le coperture delle navate vennero definitivamente adottate le volte a crociera, il c. diviene di uso comune nell'Italia settentrionale, ed in tutta l'Europa centrale ed occidentale; spesso è conformato a gradoni, oppure termina con colonne che si innestano sul cornicione, od infine è concepito in forma architettonica, come pilastro o semicolonna per tutta l'altezza (fine sec. XII).

In quest'ultima epoca sono frequenti anche nelle facciate per sostenere la spinta degli archi divisori delle navate, specialmente nelle chiese lombarde, ma anche in quelle emiliane e della Normandia.

Nell'architettura gotica i c. assumono talora forma di podorose torri semicilindriche per tutta l'altezza dell'edificio (S. Francesco di Assisi) oppure riprendono quella a gradoni, ma con profilo più mosso; un perfezionamento successivo consiste nel separare la funzione di piedritto della zona inferiore da quella di semplice carico della parte superiore (cattedrale di Séez), limitando così le torri all'altezza dell'imposta delle volte (duomo di Orvieto).

Il Trecento estende anche ai c. la decorazione scultorea, terminandoli verticalmente con pinnacoli e con statue, uso che continua anche nel secolo seguente (duomo di Milano, certosa di Pavia). Generalmente, nelle chiese gotiche a tre navate, i c. sono associati con gli archi rampanti che riportano sopra di essi le spinte delle volte a crociera della navata centrale. Tuttavia ancora in pieno Quattrocento e fino all'inizio del secolo successivo si trovano in Roma (S. Agostino, S. ma Trinità dei Monti) c. costituiti da muri pieni, risolti in quest'ultimo secolo e nel Seicento assai più razionalmente in grandi volute, specialmente nelle chiese a pianta ellittica (S. Giacomo in Augusta, S. Andrea al Quirinale, S. ma Annunziata di Parma, S. Maria della Salute a Venezia), mentre il Settecento adotta allo stesso fine robuste torri (SS. Celso e Giuliano a Roma, santuario di Vicoforte).

Bibliografia4 opere
BIBL.: E. E. Viollet-le-Duc, Dictionnaire raisonné de l'architecture française, Parigi 1836, v. indice; G. T. Rivoira, Le origini dell'architettura lombarde, I, Roma 1901; M. Dieulafoy, Spagna e Portogallo (Ars una species mille, 5), Bergamo 1931; M. Zocca, La cupola di S. Giacomo in Augusta e le cupole ellittiche di Roma, Roma 1945.

Mario Zocca

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Di Mario Zocca

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 462–463.

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Altre voci di Mario Zocca: COSTOLONE · DELLA GRECA · DELLA PORTA, GIACOMO · DIACONICON (ΔΙΑΚΟΝΙΚΌΝ), DIACONICO · CLUNY

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Zocca, Mario. “Contrafforte.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 462–463. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/contrafforte.

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Zocca, Mario. “Contrafforte.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 462–463. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/contrafforte.

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