CREMONA, DIOCESI DI

CREMONA, DIOCESI di. - In Lombardia, sulla sinistra del Po, suffraganea di Milano, e capoluogo di provincia (superficie 943,8 kmq.). Già colonia romana fondata nel 218 a. C., e centro di resistenza dell'esercito romano contro Annibale, C. divenne municipio nel 90 a. C. Dopo la morte di Cesare e la vittoria di Ottaviano su Antonio, il territorio di C. fu diviso dal conquistatore tra i suoi veterani (40 a. C.). Nella lotta tra Vitellio e Vespasiano (69 d. C.), la città fu distrutta, ma risorse nuovamente per volere del vincitore. Caduto il regno gotico, fu presidiata dai Bizantini nella seconda metà del sec. VI finché cadde nelle mani di Agilulfo, re dei Longobardi (603). C. riprese la sua vita sotto il regime dei vescovi nel periodo carolingio e poi anche sotto gli Ottoni, che conferirono loro poteri di sovranità temporale, il che segnò l'inizio di lotte politiche tra i vescovi e il popolo, finite nel 1098 con la costituzione del comune libero. Nella lotta tra Comuni e Impero, C. seguì quest'ultimo e divenne una cittadella del ghibellinismo, favorita da Federico Barbarossa e Federico II. Nell'ultimo medioevo conobbe la signoria del Pallavicini, Bovara, Cavalcabò, Visconti e Sforza con il quale passò a far parte del ducato di Milano. Occupata da Carlo V nel 1525, rimase in possesso della Spagna fino al 1702, quando passò all'Austria, alla quale venne tolta dai Francesi nel 1796 e nel 1800. La Chiesa cremonese è stata la più tardiva costituirsi gerarchicamente in Lombardia. La sua costituzione probabilmente deve collocarsi negli ultimi anni dell'episcopato di S. Ambrogio, oppure tra il IV e V sec. Comunque notizie certe si hanno solo alla metà del sec. V; al Concilio provinciale milanese del 451 si nota la presenza di Giovanni, vescovo di C., come al Sinodo romano del 501, che giudicò papa Simmaco, fu presente Eustasio, anche egli titolare della sede cremonese. Dopo di lui, pochi altri vescovi vennero nominati, fino alla fine del sec. VIII. Da allora la serie dei vescovi cremonesi è ininterrotta.

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del Pallavicini, Bovara, Cavalcabò, Visconti e Sforza con il quale passò a far parte del ducato di Milano. Occupata da Carlo V nel 1525, rimase in possesso della Spagna fino al 1702, quando passò all'Austria, alla quale venne tolta dai Francesi nel 1796 e nel 1800. La Chiesa cremonese è stata la più tardiva costituirsi gerarchicamente in Lombardia. La sua costituzione probabilmente deve collocarsi negli ultimi anni dell'episcopato di S. Ambrogio, oppure tra il IV e V sec. Comunque notizie certe si hanno solo alla metà del sec. V; al Concilio provinciale milanese del 451 si nota la presenza di Giovanni, vescovo di C., come al Sinodo romano del 501, che giudicò papa Simmaco, fu presente Eustasio, anche egli titolare della sede cremonese. Dopo di lui, pochi altri vescovi vennero nominati, fino alla fine del sec. VIII. Da allora la serie dei vescovi cremonesi è ininterrotta.

Per colmare le lacune dei vescovi tra il sec. V e l'VIII, e ancora, per allacciare le origini della Chiesa cremonese alla presunta predicazione di S. Barnaba, non pochi sto

rici cremonesi al difetto dei documenti hanno sostituito congetture, inventato nomi, falsificato atti di epigrafi, riuscendo a presentare una lista di vescovi con gli anni del loro episcopato, rivelatasi inconsistente in seguito a studi più recenti (p. es., L. Cavitelli, A. Campo, B. Rossi, A. Dragoni, G. Bresciani; cf. Savio, op. cit. in bibl., pp. 1-30).

Nomi celebri si trovano nella serie dei ca. 80 vescovi che hanno governata questa Chiesa. Fra gli altri s. Silvano (metà ca. del sec. VIII), Liutprando (v.), ambasciatore di Ottone II a Costantinopoli e il più importante storico del sec. X, Sicardo (1185-1215, v.), cronista, canonista, liturgista; Cacciacontale da Somma (1261), che costruì il campanile della cattedrale; Bartolomeo Capra (1405-12), segretario di Innocenzo VIII; gli influenti e potenti card. Ascanio Sforza (1486-1505, v.), Pietro (1524-1529) e Benedetto Accolti (1529-49), Niccolò Sfondrati (1560-90), cardinale e poi papa con il nome di Gregorio XIV, il nipote Paolo Sfondrati (1607-10), Cesare Speciano, già segretario e agente di S. Carlo Borromeo in Roma, più volte nunzio pontificio alle corti degli Asburgo; ultimamente Geremia Bonomelli (1871-1914).

La Chiesa cremonese è stata illustrata dalla santità di alcuni suoi figli: OMOBONO, SANTO (v.), il mercante santo del sec. XII, Antonio M. ZACCARIA, SANTO (v.), un santo della restaurazione cattolica del sec. XVI, fondatore della Confregazione dei Chierici regolari di S. Paolo apostolo (Barnabiti). Altri santi hanno eletto C. loro seconda patria: Facio di Verona e Alberto da Villa d'Ógna (v. PERGAMO). La città è stata posta sotto il patrocinio di S. Imerio, vescovo di Amelia, essendo state qui trasferite nel sec. X le sue reliquie.

La diocesi di C., un tempo assai più vasta, vide dismembrato il territorio dell'alto cremonese nel 1579 per la costituzione della diocesi di Crema, e dell'oltre Po, aggregato alla diocesi di Fidenza nel 1601. Estende il suo territorio, oltre che nella provincia omonima, anche nelle province di Bergamo, Mantova e Milano, ripartito in 25 vicariati e in 234 parrocchie, con una popolazione di ca. 400.000 ab. Il clero diocesano conta 446 sacerdoti secolari e 51 regolari. Il seminario, la cui fondazione risale al 1565, è fornito di una ricca biblioteca con un notevole fondo di manoscritti e di incunaboli ed un museo d'arte. In città ed in diocesi esplicano la loro attività vari ordini e congregazioni religiose: i frati Minori francescani, i Cappuccini, i Camilliani, i Barnabiti, i Missionari di S. Francesco Saverio di Parma, i Fratelli del pio Istituto di S. Giuseppe, le monache della Visitazione e 30 congregazioni di suore con 165 case religiose.

Fino all'epoca della soppressione giuseppina e poi della napoleonica, in C. sono fiorite varie comunità religiose con chiese, conventi e ospedali. Insigni i monasteri di S. Lorenzo, dei Benedettini (sec. x); di S. Pietro al Po (sec. xi), prima dei Benedettini, poi aggregato alla Congregazione dei Canonici Lateranensi; di S. Agata, fondato nel 1077, dei Canonici Ospitalieri, prima secolari poi regolari, canonica autonoma, arricchita di prerogative giurisdizionali e di privilegi onorifici, trasformata nel 1464 in presepiura e collegata secolare e nel 1789 assoggettata alla giurisdizione vescovile.

La cattedrale è il più insignito monumento d'arte e di pietà dei cremonesi. Dedicata alla b. Vergine Assunta, e ai ss. Inerio e Omobono, patroni della città, accoglie mirabili opere di ogni tempo e di ogni periodo dell'arte, risultante di un insieme di gotico e di romanico in una riuscitissima armonia di linee, di luci e di colori. Iniziata la fabbrica nel 1107, elevata a forma basilicale, fu trasformata poi nell'attuale forma a croce latina. La facciata principale è ornata di un maestoso prototipo e loggetta con le statue della Vergine e dei santi patroni; avanti corre un portico di intonazione bramantesca, che i cremonesi chiamano «Bertazzola». I migliori pennelli cremonesi ed altri del sec. XVI sono stati chiamati ad ornare l'interno della cattedrale. La maestà del Redentore, del Boccaccino, campeggia nell'abside, che ha al centro la grande pala dell'Assunta del Gatti; una serie di 34 quadri freschi sul fascino della navata maggiore e sulla parete di fondo, del presbiterio e del coro, illustrano la vita della Madonna e vari episodi della vita, passione e morte di Gesù, dovuti a B. Boccaccino, G. F. Bembo, A. Melone, G. Romanino, G. A. Corticelli detto il Pordenone, del quale è la Crocifissione, grande affresco che occupa tutta la parete di fondo, B. Gatti, Antonio e Giulio Campi, G. Diotti del secolo scorso. Istoriografie di santi nei pannelli dei pulpiti dell'Omodeo, e nell'arca dei SS. Marcelino e Pietro del Briosco. Una serie di 12 grandiosi arazzi fiamminghi, illustranti la vita di Sansone, appesi alle colonne, completano mirabilmente la decorazione del tempio. Affiancano la cattedrale il battistero, del sec. XII, con grande cupola ottagona di stile romanico, e il torrazzo (campanile) elevato nel sec. XII, coronato da graziosa ghirlanda, che termina in agilissima guglia, raggiungendo l'altezza di m. 112.

Altri insigni monumenti d'arte sono: le chiese di S. Pietro al Po, S. Michele Vecchio, S. Abbondio, S. Agostino, S. Agata. Il tempio di S. Sigismondo nel sobborgo omonimo, eretto da Bianca M. Visconti nel 1463, frescato da C. Boccaccino, Antonio, Bernardino, Giulio, Galeazzo Campi, B. Gatti: buone tele agli altari; a fianco del tempio il chiostro, già sede dei monaci di S. Girolamo, ora casa per gli esercizi spirituali. Da segnalare ancora in diocesi le chiese di Casalmaggiore, Castelletone, Soncino, Rivolta d'Adda; Caravaggio (v.), di Castelletone e di Casalmaggiore. - Vedi tav. LI.

BML: P. Merula, Santuario di C., ivi 1627; E. Sanclementi, Series critico-chronologica episcoporum Cremonensium, ivi 1814; L. Manini, Memorie storiche della città di C., ivi 1819; F. Aporti, Memorie di storia ecclesiastica cremonese, ivi 1819; F. Aporti, Memorie di storia ecclesiastica cremonese, ivi 1819; A. Grandi, Descrizione della provincia e diocesi di C., ivi 1847; I. Repertorio diplomatico cremonese, ivi 1878; C. Girondelli, Serie critico-chronologica dei vescovi di C., ivi 1867; L. Lucchini, Storia della civiltà diffusa dai Benedettini nel cremonese. Illustrazione delle abbazie di S. Lorenzo e di S. Agata, ed altre, ivi 1888; L. Asteggiani, Codex diplomaticus Cremonense, in Monumenta historiae patria, 2 voll., ivi 1895; P. Fr. Kehr, Italia Pontificia, VI, 1, Berlino 1913, pp. 250-306; A. Berenz, Storia del seminario vescovile di C., ivi 1925; Lanzoni, pp. 944-956; E. Signori, C., in Italia artistica, Bergamo 1928; C. Bonetti, L'atto di fondazione del monastero di S. Lorenzo, in Bollettino storico cremonese, 1931; A. Cavalcabò, Gli abati benedettini di S. Pietro al Po; id., La famiglia del vescovo Sicardo; id., I primi abati lateranensi in S. Pietro al Po, in Bollettino storico cremonese, 1931; F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia, La Lombardia, II, 2a ed., Bergamo 1932, pp. 1-145; A. Zavoglio, S. Ambrogio e Crema, in Bollettino storico cremonese, 1941; Cottineau, I. coll. 913-16.