CREMONINI, CESARE

CREMONINI, Cesare. - Filosofo, n. a Cento nel 1550 o 1552, m. nel 1631. Dopo aver insegnato a Ferrara, fu collega di Galileo all'Ateneo padovano, dove riscosse tale stima da ricevere uno stipendio doppio in confronto del pisano. Il C. fu detto l'ultimo grande aristotelico italiano, ma in realtà la sua posizione dottrinale non si lascia definire così semplicemente. Pur professandosi strenuo seguace dello Stagirita tanto da non voler mirare il cielo con il telescopo per non vedere contraddetto il sistema astronomico del filosofo, ondeggiò sempre tra l'interpretazione alessandrina e l'averroista.

Anche l'ortodossia del C. è assai discutibile; egli si difende bensì asserendo di riferire soltanto l'opinione altrui, ma sembra aver così agito unicamente per sfuggire alle condanne in cui era già incorso il Pomponazzi, il cui spirito è spesso vivo ed operante nelle sue teorie. Una delle sue opere tuttavia, la Disputatio de coelo, fu messa all'Indice (decreti: 15 genn. 1622; 3 luglio 1623). Dando al mondo un'anima, principio eterno della sua esistenza, sembra negare il dogma della creazione e conservare l'attenzione ignorare la Provvidenza. Anche il libero arbitrio è salvato a stento, ammessa la fatalità degli influssi siderali sotto cui si nasce e dai quali ci si libera soltanto con sforzo di volontà. Dell'anima il C. scrive essere impossibile ut sit anima et non sit in corpore et tutavia ne vuol salvare l'immortalità.

L'interpretazione meno benigna da noi data alle teorie del C. pare confermata dall'assoma a lui caro e che chiarisce molte sue ambiguità: intus ut libet, foris ut moris est.

BML: opere principali: Explanatio proemii librorum Aristotelio de physico auditu (Padova 1596); Disputatio de coelo (Venezia 1631); De calido innato et semine (Lione 1634); Tractatus tres: de sensibus externis, de sensibus internis, de facultate appetitiva (ivi 1644). Molte delle opere del C. permangono tuttora inedite. Letteratura: D. Berti, Di C. C. e della sua controversia con l'unquissimo di Padova e di Roma, Roma 1878; L. Mabilleau, Etude historique sur la philosophie de la Renaissance, Parigi 1881; A. Favaro, C. C. e lo studio di Padova, Venezia 1883; J. R. Charbonnel, La pensée italienne au XVIe siècle et le courant libertin, Paris 1919, p. 220; S. R. Hönigswald, Denker der italien, Renascence, Basilea 1928.