DE LELLI, Teodoro. - Vescovo, teologo e giurista, n. a. Teramo nel 1427, m. a Roma il 31 marzo 1466. Laureatosi a Padova in utroque

iure e divenuto ben presto uditore della Rota romana, ebbe in curia molti incarichi, che disimpegnò con prudenza e abilità. Nel 1462 Pio II lo nominò vescovo di Feltre e se ne servì per delicate missioni diplomatiche a Venezia e in Francia, presso Luigi XI. Da Paolo II, di cui fu il più intimo collaboratore, fu trasferito alla sede di Treviso, ma un male incurabile lo condusse alla tomba nel vigore delle sue forze. Fu seppellito a S. Maria Nuova, ove si legge ancora il suo epitaffio.
Dotato d’ingegno non comune, pur preso da un’intensa attività diplomatica e forense, scrisse tre opere a difesa del primato e dell’infallibilità del papa e della sua superiorità sul concilio e sul collegio dei cardinali, in un momento in cui le teorie conciliari erano accolte anche da spiriti ben intenzionati: Tractatus contra pragma-
tiam sanctionem (cod. Vat. lat. 3878, ff. 81-96): ribatte le obbiezioni dei regalisti francesi contro le riserve della S. Sede; Replica Th. L. pro Pio II et Sede Romana (ed. Frcher-Struve, in MGH, Scriptores, II, pp. 214-28: edizione molto imperfetta): forte argomentazione a favore del Capo della Chiesa; Contra supercilium (cod. 27, CC. bibl. Lolliniana di Belluno): trattato, in due parti, contro i cardinali, a cui richiama l'origine e l'ufficio di consultori del romano pontefice. Da buon umanista cristiano curò l'edizione dei trattati e lettere di s. Girolamo (Parma 1480). Lasciò anche un numero considerevole di orationes e di epistolae inedite e un Summarium del processo di s. Giovanna d'Arco (cod. Vat. lat. 3878, ff. 41-61).