DELFIN, PIETRO. - Generale dei Camaldolesi, n. a Venezia nel 1444, ivi m., il 15 genn. 1525. Religioso nel 1480, coltivò le lettere e la teologia, tenendosi in relazione con gli uomini più illustri del suo tempo, soprattutto con gli umanisti. Eletto generale nel 1480, rimase in carica fino alla morte; dal 1514 però la sua autorità fu puramente nominale, perché in quell'anno Leone X affidò il governo effettivo dell'Ordine a due vicari.
Uomo di carattere mite, lasciò mano libera a D. Basilio Nardi, più che monaco, avventuriero, e non ebbe l'energia sufficiente per attuare la riforma religiosa, che pure auspicava. Irriducibile e non sereno avversario del Savonarola, nel suo Dialogus in Ieronymum Ferrarisem arrivò a chiedere la condanna al rogo del frate di S. Marco. Ricchissimo il suo epistolario, in parte edito da Giacomo da Brescia (Venezia 1524), che all'eleganza dello stile unisce dottrina teologica e abbondanza di ragguagli storici.