DECRETISTI. - La divulgazione del Decretum Gratiani (v. CORPUS IURIS CANONICI), entrato rapidamente nell’uso pratico e largamente impiegato come testo di studio nelle università, fece sorgere una florente scuola di studiosi e commentatori, i quali, svolgendo sul Decretum un lavoro analogo a quello che i glossatori bolognesi avevano condotto sulle leggi norme, arricchirono la letteratura canonistica di summa e commenti al testo di Graziano. Si prese quindi a designare in un senso più stretto con l’appellativo di decretistae questi interpreti, nella gran maggioranza ecclesiastici. D’altra parte, poi, con tale espressione, si suole distinguere ancora nella storia della letteratura canonica quel periodo di ca. un secolo che va dal 1140 al 1234, fino cioè alla pubblicazione delle Decretali di Gregorio IX, dopo DECRETISTI (v.). Da notare tuttavia che i due termini di d. e decretalisti non debbono venir considerati come contrapposti, perché questi ultimi non cessarono di glosare il Decretum, né costituirono una scuola diversa da quella dei d.; e inoltre la distinzione fra d. e decretalisti appare inammissibile per canonisti che scrisero tanto sul Decreto di Graziano che sulle Decretali.
Iniziatore dell’esegesi del Decreto fu Paucapalea, discepolo dello stesso Graziano, autore anche di alcune interpolazioni al testo del maestro, dette, forse appunto dal suo nome, palaeae. Glossatori furono inoltre Alberto (poi papa Gregorio VIII), Rufino, Giovanni da Faenza, Stefano di Tournay, Giovanni Semeca Teutonico, autore della glossa ordinaria del Decreto, ed il suo revisore Bartolomeo di Brescia. Autori di summa furono, oltre ad alcuni degli stessi glossatori, Rolando Bandinelli (poi papa Alessandro III), Simone da Bisignano, Giovanni Bassiano, Ognibene e, tra i più notevoli, Uguccione da Pisa. Sopravvenuto il periodo dei decretalisti, il Decreto seguitò pur sempre ad essere insegnato nelle università ed elaborato dagli studiosi, per cui devesi ricordare ancora il Breviarium Decretorum del portoghese Giovanni di Dio e le opere di Principia e di Guido di Baisio.