DEGRADAZIONE

DEGRADAZIONE. - Etimologicamente privazione del grado o retrocessione ad un grado inferiore, è in diritto canonico la più grave delle pene vendicative applicabili soltanto ai chierici, in quanto essa importa la deposizione del colpevole, il ecclesiastico (v.), e la riduzione allo stato laicale: gli effetti della d. sono perciò simultaneamente quelli di queste tre pene (cf. CIC, can. 2305 § 1).

Nel diritto vigente possono essere puniti con la d. soltanto i chierici colpevoli di uno dei seguenti delitti: a) ascrizione ad una setta acattolica e persistenza in essa sebbene ammoniti (can. 2314 § 1, n. 3); b) violenza personale contro il sommo pontefice (can. 2343 § 1 n. 3); c) omicidio (can. 2354 § 2); d) sollecitazione, nei casi più gravi (can. 2368 § 1); e) matrimonio, se si tratta di chierico maggiore (can. 2368 § 1); e inoltre tutti quelli che, dopo essere già stati deposti e privati dell'abito ecclesiastico, continuino a dare grave scandalo per almeno un anno (can. 2305 § 2).

La d. può essere inflitta solo in seguito a processo giudiziario, mediante sentenza pronunciata da un tribunale di cinque giudici (can. 1576 § 1 n. 2). Nel *Pontefice Romanum* (parte 3a) è prevista una solenne cerimonia, per la d. di un chierico; esso viene spogliato delle vesti sacre, gli si rade la tonsura, gli si tolgono di mano gli *instrumenta* consegnatigli nell'ordinazione; la d. seguita da tale cerimonia si chiama d. reale, quella invece applicata mediante la sola pronuncia della sentenza si chiama d. verbale (can. 2305 § 5).

Quando per un delitto è prevista dalla legge la pena della d., non è applicabile il rimprovero giudiziale (v. can. 1948 § 1); e non può essere disposta la sospensione condizionale della pena della d. (can. 2288).

Fino al sec. XII non deposizione (v.); ma con Innocenzo III e Bonifacio VIII (cf. nel *Corpus Iuris Canonici*: c. 7, X, V, 20; c. 27, X, V, 40; c. 2, V, 9 in *Sext.*) la distinzione fu posta nettamente, e rimase poi nei secoli successivi. Il CIC ha ridotto il numero dei delitti punibili con la d., ed ha equiparato in tutto gli effetti della d. verbale e di quella reale (distinzione introdotta da Bonifacio VIII).

BIBL.: Wernz-Vidal, VII, pp. 371-75, 384-95; E. Jomhart, *Degradatio*, in DDC, coll. 1071-74. Pio Cipriotti

DE GREGORIO, *Emanuele* - Cardinale, n. a Napoli il 18 dic. 1758, m. a Roma il 7 nov. 1839. Al tempo della Repubblica romana del 1798, fu, con grande suo orrore, designato dal generale francese Dallemaigne e dal governo repubblicano quale antipapa da opporsi a Pio VI, prigioniero a Siena. Scampato da tale frangente, si rifugiò presso il Papa per protestargli la sua incondizionata devozione. Durante la prigionia di Pio VII a Savona esercitò per qualche tempo in Roma le funzioni di delegato apostolico, finché non gli fu intimato di recarsi a Parigi, ove il 2 gen. 1811 fu arrestato, e detenuto fino alla caduta di Napoleone. Liberato, si fermò ancora in Francia al fine di recuperare i tesori vaticani rapidi dai Francosi. Pio VII lo creò cardinale l'8 marzo 1816 ed in tale qualità fece parte di numerose Congregazioni.

BIBL.: G. Barluzzi, *Elogio storico del card. E. de G.*, Roma 1840. Niccolò Del Re

DE GROOT, *Johann Vincent* - Apologista domenicano, n. a Schiedam (Olanda) il 4 luglio 1848, m. ad Amsterdam il 26 febbr. 1922. Tenne per oltre 25 anni la cattedra di filosofia tomistica, allora fondata, all'Università di Amsterdam. Si distinse anche come conferenziere e direttore di spirito. Scrisse molto: notissima è la *Summa apologetica de Ecclesia catholica ad mentem s. Thomae Aq.* (Ratisbona 1890).

BIBL.: B. H. Molkenboer-A. H. van Rooy, *Pater d. G.-Herdenking en Hinde*, Hertogenbosch 1923; G. Löhr, s. V. in LTHK, IV, col. 709. Abele Redigenda

DE GUIBERT, *Joseph* - Gesuita, scrittore di ascetica, n. a. Montaigu (Haute Garonne) il 14 sett. 1877; m. a Roma il 23 marzo 1942. Professore di teologia dogmatica per vari anni, fu, nel 1922, chiamato a Roma alla Università Gregoriana per la cattedra di teologia spirituale, dove alla erudizione cospicua seppe congiungere un grande senso di rettitudine e di discrezione.

Fondò nel 1920 a Tolosa la *Revue d'ascétique et de mystique*; fu pure tra i fondatori del *Dictionnaire de Spiritualité* (Parigi 1937 sgg.). All'una e all'altro forni numerosi articoli assai apprezzati. Le sue opere principali sono: *Etudes de théologie mystique* (Tolosa 1930); *Documenta ecclesiastica Christianae perfectionis studium spectantia* (Roma 1931); *Theologia spiritualis ascetica et mystica* (Roma 1937); *Leçons de théologie spirituelle* (Tolosa 1940). Frutto del suo magistero di teologia dogmatica rimane *De Christi Ecclesia* (Roma 1928).

BIBL.: E. Lamalle, *Necrologia*, in *Archiv. histor. S. I.* 11 (1942), p. 211. Celestino Testore