DENTE, MARCO

DENTE, MARCO. - Incisore, n. a Ravenna ca. il 1492; m. a Roma nel 1527. Scolaro di Marcantonio Raimondi, non ebbe una forte personalità e subì l'influsso di Agostino Veneziano. Ebbe un tratto sottile del bulino, dimostrandosi un virtuoso, tuttavia senza inventività.

Trasse le sue composizioni da Raffaello, Giulio Romano, Francesco Salviati, Baccio Bandinelli; ma soprattutto copiò da sculture classiche antiche, rivelando l'accento tipico della sua personalità nella capacità ad ambientare spazialmente e paesisticamente le medesime. Tra le sue stampe si ricordano: la Strage degli innocenti, la Dauza degli amorini, Darete ed Entello e il Laocoonte firmato per intero: Marcus Ravenas). Le iniziali delle firme sono: D., DR.

BIBL.: M. Thode, Die Antiken in den Stichen Marc'Anton's, Agostino Veneziano's und M. D.'s, Lipsia 1881; P. Kristeller, s. V. in Thieme-Becker, IX, p. 82 (con bibl.); M. Pittaluga, L'incisione italiana nel Cinquecento, Milano 1930, p. 166 sgg.; A. De Witt, R. galleria degli Uffizi, La collezione delle stampe, Roma 1938, p. 36. Luigi Grassi
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“DENTE, MARCO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 837. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/dente-marco.