DISCO

DISCO. - Con il termine discus o missionum e impropriamente bouclier (scudo) si suole designare un piatto concavo d’argento o di altra materia preziosa, di varia grandezza, con scene a rilievo mitologiche, storiche, simboliche o di genere. La parola missionum appartiene al linguaggio della bassa latinità e si trova in un inventario di argenteria rinvenuto in Gallia, in Gregorio di Tours (Hist. Francor., IV, 2; VII, 4), in Isidoro di Siviglia (Etymologiae, XX, 4, De vasis escaris: PL 82, 715), che indica l’uso di questo utensile: «Missionum vocatum a mensa, per derivationem quasi mensorium». Tale oggetto, che nelle fonti letterarie è variamente denominato ed è caratteristico del periodo imperiale romano, ci è pervenuto in numerosi esemplari di un periodo cronologico che va da dalla metà del sec. IV d. C. alla metà del VI. Veniva offerto in dono dagli imperatori, dai consoli e dagli alti funzionari ai loro amici, in occasione di feste o di altri avvenimenti, e serviva in genere come sottocoppia. Nel mondo cristiano ha carattere prevalentemente votivo ed entra a far parte dei tesori delle basiliche. Meritano particolare menzione il d. di Valentiniano I, trovato nelle vicinanze di Ginevra, con la figura dell’imperatore fra sei soldati; il d. di Teodosio, trovato in Estremadura, con l’imperatore che siede tra Valentiniano II e il giovane Arcadio; il d. con la figura di Ardaubrio Aspare, un barbaro che fu console sotto Teodosio, proveniente dal territorio di Cosa (Etruria). Una quantità considerevole di piatti d’argento è stata rinvenuta in Russia e nell’isola di Cipro: da segnalare quello trovato nella catacomba di Kertch, della prima metà del sec. VI, con la rappresentazione graffita del trionfo di un imperatore non identificato, e la serie cipriota con episodi della vita di David, del sec. VI.

Bibl.: E. Saglio, Disque, in Ch.-V. Daremberg - E. Saglio, Dictionn. des antig. grecques et romaines, II, 1, p. 277 sqq.; E. Pottier, Missorum, 2, in op. cit., III, p. 1941; Venturi, I, p. 546 sqq.; O. M. Dalton, Byzantine art and archaeology, Oxford 1911, p. 563 sqq.; H. Leclercq, Disque, in DACL, IV, 1, coll. 1173-91; id., David, in loc. cit., coll. 295-303; P. Ducati, L’arte in Roma, Roma 1938, p. 382 sqq. Luigi Maria Catteruccia