DONI, GIOVANNI BATTISTA

DONI, GIOVANNI BATTISTA. - Epigrafista, letterato e scrittore musicale, n. a Firenze da famiglia patrizia nel 1594 e m. ivi il 1 dic. 1647. Si interessò di epigrafia e nei suoi viaggi in Francia e in Spagna raccolse iscrizioni. A Roma, dove godette la protezione del card. Francesco Barberini e fu segretario del S. Collegio, portò a termine, certamente poco prima del 1632, un vasto ampliamento del Corpus gruteriano, iniziato a Firenze.

Da una lettera di Gerolamo Aleandri al card. Federico Borromeo, del 1627, si apprende che a quella data il D. aveva raccolto più di 6000 iscrizioni. Schede autografe del D. sono conservate nel cod. Vat. lat. 7113. Le due parti di una silloge scritta di propria mano dal nostro sono contenute rispettivamente nel cod. A 293 della biblioteca Marucelliana di Firenze e nel cod. Napoletano XII, G. 73. Nel 1731 A. F. Gori pubblicò a Firenze un Corpus delle iscrizioni doniane scelte da tutte le sillogi precedenti. Il D. inventò uno strumento musicale, che, in onore del suo protettore, denominò «la barbarina» ed illustrò con la dissertazione Commentarii de lyra Barbarina. Scrisse anche un Trattato della musica.

BIBL.: Opere: Inscriptiones antiquae, nunc primum editae ab Antonio Francisco Gorio, Firenze 1731. Studi: A. M. Bandini, Commentarium de vita et scriptis I.B.D., Firenze 1755; G. B. De Rossi, Inscriptiones Christianae urbis Romae, I, Roma 1857, pp. 20-21; A. Silvagni, ibid., nova series, I, ivi 1922, pp. 47-48; A. Solerti, Origini del melodramma, Torino 1903; F. Vatielli, La lyra Barberina di G.B.D., Pesaro 1909; L. Parigi, s. V. ENOCH. Ital., XIII (1932), p. 144.