DODICI TAVOLE

DODICI TAVOLE. - Collezione di norme legislative, redatta da magistrati straordinari (decumviri legibus scribundis) nominati per gli aa. 451 e 450 a. C., e trascritta su d. t. probabilmente al momento della pubblicazione, avvenuta nel 449 a. C. ad opera dei consoli. La critica moderna ha tentato di demolire la tradizione relativa a questi legi.

Questa legislazione (così il Pais e il Lambert); ma oggi nessuno dubita della storicità dei due decimi variati e della legge da essi compilata.

Increto è se e in quale misura abbiano influito su talune disposizioni (ad. es., limitazione del lusso dei funerali, distanza delle piantagioni dai confini, ecc.) legislazioni di città greche: ma anche intorno alla veridicità del racconto di un'ambasciata in Grecia o in Magna Grecia non si è oggi (Cornelius) così scettici come cinquant'anni fa (Pais, Lambert). Le d. t. però non sono tanto un complesso di disposizioni nuove, quanto la codificazione di norme consuetudinarie preesistenti. Il nucleo principale di esse, a quanto si può ricavare dagli scrittori romani, riguarda il processo civile e il diritto penale: ma vi si riscontrano, malamente frammischiate, anche disposizioni relative al diritto privato (familiare, successorio, della proprietà) e qualche norma di diritto pubblico. I Romani consideravano quelle leggi come la base di tutto il loro diritto pubblico e privato: e le fecero oggetto di studio sicuramente fino all'epoca degli Antonini (commento di Gaio).

Le ricostruzioni moderne (tutte dipendenti da quella dello Schoell, Legis XII tabularum reliquiae [Berlino 1866]), data la frammentarietà delle fonti, corrispondono solo approssimativamente al testo originario.

Bibl.: F. Täubler, Untersuchungen zur Geschichte d. Dezemvirts u. d. Zwicky Tafeln, Berlino 1921; F. Belech, Röm. Geschichte,