DIVISIONE. - FILOSOFIA. - È l'operazione logica per cui un tutto vien risolto nelle sue parti. Mentre la definizione mira alla chiarificazione del contenuto di un concetto, la d. tende alla determinazione dell'estensione del medesimo.
Essa è duplice: reale, se si riferisce a un tutto ontologico, ad es., la d. della natura umana nelle sue parti essenziali o nei suoi principi operativi; logica, se ha per oggetto il concetto o termine universale, ad es., la d. della sostanza in materiale e spirituale. La d. logica può fondarsi su una differenza essenziale o puramente accidentale ai membri della d.: nel primo caso la d. è essenziale-intrinseca (es., la d. dei corpi in viventi e non viventi); nel secondo caso la d. è detta accidentale o estrinseca (es., la d. dei corpi in leggeri e pesanti).
La d., momento analitico nell'acquisto del sapere, risponde ad un'esigenza intrinseca della struttura della mente umana, e ha un indubbio valore positivo nella scienza, quando sia condotta con ordine, esattezza, misura e rigorosa determinazione concettuale, tanto del fondamento come dei rispettivi membri della d.
DIRITTO. - In diritto si chiama d. la scomposizione di una cosa o di una massa patrimoniale in più parti (generalmente per assegnarle ai vari aventi diritto), oppure la ripartizione di una circoscrizione territoriale in più altre della medesima specie di quella (v. CIRCOSCRIZIONI ECCLESIASTICHE), o infine la costituzione di due o più enti da uno, che viene in tal modo ad estinguersi (nel diritto canonico l'esempio più cospicuo di quest'ultimo caso si ha nella d. del beneficio).