DOGMATISMO. - Da δόγμα, opinione, sen-
tenza, d. nel significato primitivo è ogni indirizzo
o sistema che difende, almeno in generale e dentro
certi limiti, la possibilità e il fatto della certezza. Così
intesa, la parola ha un senso buono e già anticamente
era opposta a scetticismo (cf. Diogene Laerzio, IX,
74; Sesto Emp., Pyrrh. Hypot., I, 3). Il senso pri-
mitivo è alterato in Kant che conserva bensì l'anti-
tesi d.-scetticismo, ma intende il d. in senso peg-
giorativo, come « il procedimento che segue la ragion
pura senza una critica preliminare del suo potere »
(Critica della ragion pura, trad. II. di G. Gentile, Bari
1940, p. 31).
A questo procedimento dogmatico, causa, secondo
Kant, dello scetticismo metafisico, egli oppone, come
unica via alla vera scienza, il criticismo (ibid., p. 53).
Dall'uso kantiano deriva il significato oggi corrente; pro-
cedimento dogmatico è infatti per lo più sinonimo di
procedimento acritico, e d. è ogni sistema o metodo che
si fonda su affermazioni gratuite. Anche sistemi essen-
zialmente negativi, e perfino lo scetticismo in alcune
sue forme parziali, possono così ridursi al d., quando si
muovano su presupposti non dimostrati. Sempre in rap-
porto a quest'accezione generale, d. è detto talora il
metodo aprioristico che procede a costruzioni sistematiche

(fot. Pont. comm. arch. sacra)
o più verità fondamentali.
Riallacciato alla critica kantiana è anche il d. morale
del Laberthonnière (Le dogmatisme moral, Parigi 1898),
che fonda sulle esigenze dello spirito e dell'azione umana
l'affermazione e la conoscenza della realtà (v. SCETTI-
CIEMO).