DOLCI, CARLO. - Pittore, n. a Firenze il 25 maggio 1616, m. ivi, il 17 genn. 1686. Scolaro di Jacopo Vignali e di Matteo Rosselli, la sua maniera mostra analogie di gusto chiaroscurale (ombre livide) e morfologico con le opere del Furini; tanto da venir considerato seguace di quest'ultimo.
Fu precoce nell'arte, e a sedici anni dipinse un suo capolavoro: il ritratto di Ainolfo de' Bardi (Firenze, conte Bardi) che rivela incisività di carattere, larghezza d'impostazione e sensibilità cromatica (rapporto tra il costume e la luminosità del fondo). Esegui poi numerosi dipinti di soggetto religioso (specialmente mezze figure della Madonna, della Mater Dolorosa, di santi e sante) di pietà tutta esteriore, in uno stile fatto di superfici cristalline, di leziose sfumature. Soltanto nel 1672, il D. si recò ad Innsbruck, per ritrarvi Claudia Felicita, nipote di Cosimo II de' Medici; altrimenti visse sempre a Firenze. Tra le opere più notevoli si ricordano: la Madonna col Figlio (Firenze, palazzo Pitti); la Erodiade (Dresda, pinacoteca); la S. Cecilia (ivi); l'Autoritratto (Firenze, Uffizi). - Vedi tav. CVI.