EPIGENESI

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EPIGENESI. - Teoria biologica (dal gr. ἐπὶ σοφία) è l'evento, e generazione), secondo cui la differenziazione organica del nuovo individuo nella generazione avviene in virtù di un graduale e successivo sviluppo formativo dall'indeterminatezza strutturale del germe.

Accettata già da Aristotele e s. Tommaso, fu difesa da Wolff contro la teoria della «preformazione» (Leibniz, Malebranche, Spencer, Haeckel, Malpighi, Haller, Swammerdan) che ammetteva nel germe la preesistenza attuale, in proporzioni estremamente piccole, dell'individuo già perfettamente differenziato. Nella sua forma assoluta la teoria della preformazione si connette con l'altra del «conglobamento dei germi», secondo cui in ogni individuo sarebbero presenti in atto tutti i germi che da esso dalla sua discendenza possono svilupparsi. La teoria della preformazione assoluta, oggi universalmente abbandonata, va distinta dalla preformazione relativa, la quale, pur negando nel germe la attuale differenziazione degli organi, vi ammette tuttavia una strutturazione determinata, corrispondente ai diversi organi che verranno gradatamente attuandosi nello sviluppo embrionale.

Le controversie fra epigenismo e preformismo furono agitate specialmente nei secc. XVII-XVIII. La biologia moderna in generale, con le localizzazioni germinali riconosce nel germe una fondamentale organizzazione, avvicinandosi così a una posizione intermedia fra preformazione e in senso stretto (v. anche EMBARATO, 1903).

BIBL.: G. F. Wolff, *Theoria generatioris*, Halle 1759; E. B. Wilson, *The cell in development and heredity*, Nüova York 1934, pp. 6, 11, 1936; G. Cotronei, *Biologia e zoologia generale*, 3a ed., Roma 1949, p. 313 seq. Ugo Viglino