ERSKINE, CARLO. - Cardinale, n. a Roma il 13 febbr. 1743 da nobilissima famiglia oriunda della Scozia, m. a Parigi l'11 marzo 1811. Dedicatosi all'esercizio dell'avvocatura divenne celebre per l'acume giuridico con cui trattava le cause e fu salutato come restauratore del bello scrivere forense per la perfetta perizia nella lingua latina. Ammesso in prelatura fu successivamente nominato da Pio VI avvocato concistoriale ed uditore di S. Santità.
Il cardinale segretario di Stato Francesco Saverio De Zelada, in data 6 giugno 1793, lo designò rappresentante della S. Sede in un congresso che avrebbe dovuto tenera dalla potenza belligerente contro la Francia. Da Pio VI fu inviato a Londra con la qualifica di suo rappresentante presso la corte d'Inghilterra e alla morte del Pontefice celebrò nella chiesa di S. Patrizio solenni eseqühe alla sua memoria, con discorso funabre in lingua inglese, che diede alle stampe; fu quella la prima volta, dopo la riforma, che si resero ad un pontefice onorante funebri nella città di Londra.
Acquistò anche particolari benemerenze verso la Congregazione di Propaganda Fide e le missioni cattoliche. Creato cardinale e riservato in petto da Pio VII nel Conciatore del 3 febbr. 1801, la sua nomina fu pubblicata il 17 genn. 1803 ed ebbe assegnata la diaconia di S. Maria in Portico. Ritenne, per un po' di tempo, la Segreteria dei Brevi e durante l'occupazione napoleonica, recatosi a Parigi, l'E. fu tra i cardinali che parteciparono al matrimonio di Napoleone con Maria Luisa.