ERMANNO, detto CONTRATTO. — Benedettino (detto Contratto per la paralisi di cui era afflitto), cronista, poeta, scienziato, dell'abbazia di Reichenau (Augia di ves), sul Lago di Costanza, cui fu affidato settenne. Figlio del conte Wolfrado, n. 18 luglio 1913, m. a Reichsnaun il 24 ott. 1954. Dotato di grande ingegno imparo, poi insegnò tutte le scienze del tempo divenne uno dei più dotti del suo secolo.
Compose una Cronaca, altamente apprezzata per la sua esattezza, specialmente in fatto di cronologia, da Cristo fino al 1054 (MGH, Seihortes, V [1844], pp. 67-133; PL 143, 53-263). Fino al 1039 è una diligente compilazione su fonti conoscute, ma dal 1040-1054 è lavoro personale dell'autore. Vari inni e sequenze vanno sotto il suo nome e sono raccolti da Dreves-Blume in Analecta hymnica, 50 (1907), pp. 308-19. Alcuni vorrebbero attribuirgli l'Alma Redemptoris Mater, e la Salve Regina; compose anche le melodie di vari inni. Il grazioso poema dialogato Conflicus evis et lini (PL 143, 445-58) è dubbio. Compose vari altri scritti come sull'astrologia (PL 143, 379-412), sulla musica, (ibid., 413-42). Altri brevi opuscoli e lettere sono stati editi in varie riviste, come il poema De octo vitiis principalibus, ed. F. Dünniger in Zeitschrift für deutsches Altertum, 13 (1867), pp. 385-431.