EVANGELO ETERNO

EVANGELO ETERNO. - Espressione di Apoc. 14, 6, con cui Gioacchino da Fiore intendeva l'interpretazione spirituale del Vangelo di Gesù Cristo, che avrebbe contraddistinta la terza età del mondo,

quella dello Spirito Santo. Ma i Gioachimiti francescani, particolarmente Gherardo da Borgo S. Donnino, considerarono per E. e. le tre opere principali di Gioacchino, Concordia Noci ac Veteris Testamenti, Expositio Apocalypsis, Psalterium decem Chardarum, che avrebbero dovuto subentrare al Vangelo di Cristo, decaduto fin dal 1200. A questo scopo Gherardo pubblicò nel 1254 a Parigi l'Introductorius in Evangelium aeternum, che scatenò le tre dei professori secolari della Sorbona, con a capo Guglielmo di S. Amore, che lo denunziarono alla S. Sede. L'Introductorius fu condannato alle fiamme dal papa Alessandro IV nel 1255; Giovanni da Parma, Generale dei Minori, creduto troppo benevolo verso gli spirituali-gioachimiti, fu destituito dall'ufficio e gli successe s. Bonaventura; Gherardo, pertinace nell'errore, fu buttato in carcere, dove morì nel 1276.

Il generalato di s. Bonaventura tenne a bada i faziosi; ma questi rialzarono il capo verso la fine del sec. XII, con Pier di Giovanni Olivi, Ubertino da Casale e Angelo da Chiarino, corifei della fazione degli zolanti nell'Ordine francescano, che finì nelle deviazioni ereticali dei Fraticelli, condannati da Giovanni XXII.

L'E. e., in questi ultimi tempi, ha avuto dei riflessi danteschi; perché G. Papini, dietro il Cassel, il Filomusi-Guelfi e altri, ha sostenuto che il «Vetro» dantesco adombri la terza economia gioachimita dello Spirito Santo, scoprendo in esso una specie di criptogramma dell'E. e.: Vangel. e. T. e. R. O. Dietro di lui, anche il Merezkowski ritiene il Vetro come una sigla dell'E. e.

A torto però sia il Papini che il Merezkowski fanno appello al Libro delle Figure, attribuito a Gioacchino da Fiore da poco pubblicato da L. Tondelli, dove il simbolo dello Spirito Santo non è dato dal cane, come essi erroneamente ritengono, ma da quello tradizionale della colomba.

BIBL.: Fonti: H. Denifle, Das Evangelium aeternum und Kommission von Anagai, in Archiv f. Literatur u. Kirchengesch., 1 (1885), pp. 40-142; Chronica di Salimbene de Adam, la cui edizione più completa è quella di O. Holder-Egger, in MOH. Scriptores, XXXII, Berlino 1913. Studi: X. Rousselot, Histoire de l'Evangile éternel, Parigi 1867; E. Rénan, Joachim de Flore et l'Evangile éternel, in Nouvelles études d'histoire religieuse, Parigi 1884, pp. 217-222, e in Revue des deux mondes, 1886, iv, pp. 94-142; F. Tocco, L'erosia nel medioevo, Firenze 1884; id., L'E. e., in Arch. storico it., 4ª serie, 17 (1886), pp. 243-61, e in Studi francescani, Napoli 1900, pp. 191-222; G. Bondani,

Giacchissimo e francescanissimo nel Dugento, Assisi 1924. Per i rilessi danteschi: P. Cassel, Il Veltro, Der Richter und Dichter Dantze, Berlino 1890; L. Filomusi-Guelà, Nuovi studi danteschi, Città di Castello 1911, pp. 41-49; G. Papini, Dante viva, Firenze 1933, pp. 367-90; id., Storia della letteratura italiana, ivi 1937, p. 208; D. Merekhowski, Dante, Bologna 1938, pp. 394-93. Francesco Russo

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“EVANGELO ETERNO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 550. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/evangelo-eterno.