EUSTAZIANI. — Furono così chiamati quegli eretici che, rifacendosi ad Eustazio, vescovo di Sebaste, ne esageravano gli insegnamenti ascetici, rinnovando le tendenze encratite dell'età precedente; furono perciò condannati nel Concilio di Gange in Pafagonia (340?).
Essi condannavano il matrimonio sostenendo che in tale stato era impossibile servire Dio; separavano perciò i coniugi cagionando in tal modo disordini, tenevano convincente a parte, introducendo strani usi nell'abbli-gimento, ritenevano che i ricchi non potevano salvarli se non abbandonavano quanto avevano; tenevano usanze proprie quanto ai digiuni.
BIBL.: Hefele-Leclercq, I, p. 1029 seg.; F. Loofs, Eustathius Sebaste und die Chronologie der Basilius-Brüte, Halle 1868; F. Succhetti, Il Sinodo di Gange e uno scritto pseudoatanasiano, in Ricerche religie., I (1925), p. 548; S. Salvillie, Eustathie de Sebaste, s. V. in DThC, V, coll. 1365-71. Giuliano Gennaro