FABER, FREDERICK WILLIAM

FABER, FREDERICK WILLIAM. - Teologo specto oratorium, n. 1. Calverley (Yorkshire) il 28 giugno 1814, m. a Londra il 26 sett. 1863.

Trascorse la fanciullezza nel Westminster, Dalla scuola di Harrow passò nel 1832 al Balliol College di Oxford. Nel 1835 vinse una borsa di studio nel 1837 una borsa di felleva all'University College di Oxford. Nel 1836 vinse il premio Newdigate col suo poema The Knight of St. John. Altri volumi di versi (dal 1840 al 1843) gli procurarono fama di wordsworthiano. Ardente discepolo di Newman, ricevette l'ordinazione anglicana nel 1839. Nel 1841 fece con un allievo lunghi viaggi in Europa, felicemente descritti in Sights and thoughts in Foreign Churches and among foreign peoples (1842), dedicato a Wordsworth ch'egli grandemente ammirava. Al ritorno, divenne rettore anglicano di Elton (Huntingdonshire).

Nel 1842 visitò Roma, ove il card. Acton gli otte una'udienza privata di Gregorio XVI che, con amorevole franchezza, lo invitò a non aspettare gli altri per muoversi, ma a considerare la sua propria salvezza. Le sue tendenze cattoliche erano evidenti, e la sua Life of St. Wilfred allarmò i protestanti. La conversione di Newman (9 ott. 1843) lo decise, e il 17 nov. 1843 fu ricevuto nella Chiesa dal vescovo Wareing a Northampton. Si formò una piccola comunità di convertiti, subito noti come "Frydians", a Birmingham, la quale si trasferì a Cotton Hall, Cheadle (Staffordshire), nel 1846; F. ne fu eletto superiore. Nel 1847 fu ordinato sacerdote. Nel 1849 i Wilfridiani divennero oratoriani a Maryvale, e si stabilirono a Birmingham. Newman mandò parte della aumentata comunità a Londra, ove fondò un oratorio in Ding William Street, donde si trasferì a Brompton nel 1854. F. ne rimase superiore fino alla morte. Ritornò a Roma nel 1846 e 1832.

F. esercitò largo infusso in patria e fuori come scrittore, predicatore, teologo, direttore spirituale, mediatore suoi libri che furono tradotti in molte lingue. Oltre varie traduzioni, tra cui è notevole quella del capolavoro di S. Grignion de Montfort (1863), scrisse 49 biografie di santi nella collezione agiografica oratoriana (1847-56). Celebrai sono le sue 8 opere principali di teologia spirituale ancor oggi molto lette: All for Jesus (1853), Growth in holiness (1854), The Blessed Sacrament (1885), The foot of the Cross e The Creator and the Creature (1888), Spiritual conferences (1859), The Precious Blood Bible, Lehen (1860), L'ottima traduzione italiana del can. L. Mussa (8 voll., Torino 1860-81) ha avuto molte ristampe (Tutto per Gesù, I progressi dell'anima, II S. Sacramento, Il piede della Croce, ecc.).

Tra gli oratoriani inglesi F. vien subito dopo Newman col quale, nonostante alcune differenze di vedute, le sue relazioni furono sempre piene d'affetto. F. fu un ultramontano come Manning e Veuillot, ciò che non fu Newman; ebbe poca simpatia per i cattolici «cisalpini» e «liberali» come lord Acton. La sua devozione a Pio IX fu esemplare. Suo difetto fu una certa stretezza di giudizio, per cui imponeva forme devozionali italiane che provavano inutilmente risentimenti inglesi, e una tal quale tendenza al rigorismo (p. es., in Progressi dell'anima). Nel complesso, F. fu certo un gran servo di Dio.

Bibl.: L. Gauthier, L'esprit du père F., Parigi 1874; J. E. Bowden, Life and letters of F., 2a ed., Londra 1888; trad. II. Torino 1912; J. Gillow, Bibliographical dictionary of the English catholics, II, pp. 207-19; W. Ward, Life of Newman, 2 voll., Londra 1912 (v. indice); R. Plus, L'oratorien F. L'écrivain, Le maître spirituel, in Nouvelle revue théologie, 72 (1950), pp. 296-302.

Enrico E. G. Rose