FASTIDIO. - Pelagiano, vissuto sugli inizi del sec. V, « Britannorum episcopus », il quale « scripsit ad Fatalem quendam de vita Christiana librum et alium de viduitate servanda, sana et Deo digna doctrina » (Gennadio, De viria illustr., 56: PL 58, 1091). Quale fosse la sede del vescovo dei Britanni non si sa.
Il De vita Christiana non va confuso, secondo J. Morin, con il trattato omonimo inserito tra le opere di S. Agostino (PL 40, 1031-26); e il De viduitate servanda sarebbe andato perduto; pare tuttavia che ne rimanga almeno una buona eco, in un opuscolo di Cesario di Arles (PL 67, 1094-98). Anche altre opere, secondo lo stesso Morin, gli si dovrebbero attribuire. Nella nuova edizione, infatti, di C. P. Caspari del Corpus Pelagianum, si trovano sei scritti (due lettere senza l'intestazione, Tractatus de divitiis, De malis doctoribus et operibus Fidei et de iudicio futuro, De possibilitate non peccandi, De castitate), tutti di tinta pelagiana e da attribuirsi allo stesso autore. Ora, il Morin riconobbe nella prima lettera il De doctrina Christiana di F.; pertanto anche gli altri scritti, essendo dello stesso autore, si devono attribuire al medesimo F. La quale conclusione è accettata anche da K. Künste e da J. Baer.
