FEUERBACH, LUDWIG ANDREAS

FEUERBACH, LUDWIG ANDREAS. - Filosofo tedesco, n. a Landshut il 28 luglio 1804, figlio del celebre penalista Anselmo, m. sul Rechenberg (Norimberga) il 13 sett. 1872. Studiò teologia (protestantica) a Heidelberg. Convertitosi alle dottrine hegaliane si recò (1824) a Berlino dove ascoltò Hegel. Fu (1828-32) libero docente a Erlangen; abbandonò quindi la carriera dell'insegnamento accademico e visse dal 1836 nel villaggio di Bruckberg, poi, col-

pito da gravi strettezze finanziarie, sul Rechenberg,
presso Norimberga.

È il rappresentante più notevole della cosiddetta
«viniatra hegeliana» di tendenza materialistica e atea.
Dopo una prima adesione all'hegelismo, passò alla critica
più radicale in quanto l'autocoscienza dell'idealismo che
culmina nel Geist o Spirito assoluto di Hegel, non è
che lo spirito umano elevato ad assoluto. Così nelle opere
mature, quali Das Wesen der Christenthum (Lipsia 1841)
e Vorlesungen über das Wesen der Religion (tenute nel
1848-49, comparse nel 1851 nel vol. VIII delle Sämtl.
Werke) afferma il caposaldo della sua critica, cioè che
«il segreto della teologia è l'antropologia». Occorre
perciò «rovesciare» il punto di vista tradizionale che
vede nella divinità una realtà superiore alla natura umana
da cui l'uomo dipende: l'unica realtà da cui l'uomo di-
pende è la «natura» che diventa l'effettivo oggetto del
rapporto dell'uomo all'essere. L'unica vera religione resta
il rapporto di uomo a uomo come rapporto o «dialogo»
di «io e tu», e a questo dialogo F. riduce anche il signi-
ficato del massimo mistero del cristianesimo, la Trinità
divina (Grundrätze der Philosophie der Zukunft, Zurigo
e Winterthur 1843, §§ 64-65, p. 83 sg.). L'origine della
religione, come già aveva detto l'antico materialismo, è
da vedere nella paura della potenza distruttiva dei feno-
meni naturali da cui l'uomo cerca di difendersi ricorrendo
a forze superiori, e soprattutto nel timore della morte che
lo minaccia di «profondarlo nel nulla»: perciò F. ha scritto,
che «la tomba dell'uomo è la cura degli dèi» (cf. Vorles-
ungen, ed. cit., VIII, p. 41). In questa sua «risoluzione»
della religione e del cristianesimo in naturalismo e uma-
nesimo schietto. F. si richiama a Lutero il quale, accen-
tuando nella religione il momento del terrore, ne ha ri-
velato il carattere disumano. Perciò F. deplorava l'ipo-
crisis della filosofia moderna che pretendeva di salvare
con l'immanenza il cristianesimo, anzi di esserne la sola
legittima interprete, mentre non si attribuisce più alcun
valore all'autorità dei libri sacri, alla tradizione ecclesia-
atica, ai riti religiosi, ecc.: quando cioè si è vuotata tutta
l'esistenza di ogni effettivo rapporto alla divinità (cf.
Ueber das Wesen der Religion, in Ludwig F.s Briefe und
Nachlass, a cura di K. Gruen, Lipsia e Heidelberg 1874,
p. 423 sgg.).

Il materialismo antropologico di F. è stato il punto
di partenza del materialismo dialettico di K. Marx (cf.
K. Marx, Thesen über F., 1845). Così nel processo sto-
rico dal teismo della filosofia greco-cristiana al panteismo
della filosofia moderna, al suo antropologismo materialista,
F. vedeva la completa liberazione della ragione umana
della finzione metafisica.

Si ricordano fra le altre sue opere: Gedanken über
Tod und Unsterblichkeit (anon., Norimberga 1830); Ge-
sch. der neueren Philos. ecc. (Augusta 1833); Pierre Bayle,
(ivi 1838); Grundrätze der Philos. der Zukunft (Zu-
rigo 1843); Das Wesen der Glaubens im Sinne Luthers
(ivi 1844); Theogonia, ecc. (ivi 1837, nel vol. IX delle
Sämtl. WW.); Gottheit, Freiheit und Unsterblichkeit (ivi
1866, titolo complessivo del vol. X delle Sämtl. Werke)
ecc.

BIBL.: Edizioni: Sämtliche Werke, raccolta curata dallo stesso F. in 10 voll., Lipsia 1846-66; nuova ed., a cura di W. Bolin e Fr. Jodl in 10 voll., Stoccarda 1903-11. Studi: K. Gruen, L. F., Lipsia 1784; K. Haym, L. F. und die Philosophie, Halle 1847; Fr. Jodl, L. F., Stoccarda 1904; Überweg, IV, pp. 223-26, 697 (bibl.); F. Lombardi, L. F., Firenze 1935; Gr. Nüdling, L. F.s Religionsphilosophie, Paderborn 1936; id., Die Auflösung des Gott-zauschauverhältnisses bei L. F., in Der Mensch vor Gott, Beiträge zum Verständnis der menschlichen Gottbegegnung, a cura di Ph. Weindel & R. Hofmann, II, Düsseldorf 1948, pp. 208- 225; K. Barth, L. F., in Die Theologie und die Kirche, II, Zurigo s. d., pp. 212-30; id., Die protestantische Theologie im 19. Jahr- kundert, Ihre Vorgeschichte und ihre Geschichte, Zurigo 1947, pp. 484-89. Cornelio Fabro
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“FEUERBACH, LUDWIG ANDREAS.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 738. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/feuerbach-ludwig-andreas.