FREZZI, Federico. - Domenicano, teologo e letterato, n. a Foligno alla metà del Trecento; insegnò teologia a Firenze, a Pisa, a Bologna; fu vescovo di Foligno dal 1404; m. a Costanza, dove si era recato per il Concilio, nel 1416.
A imitazione soprattutto di Dante, ma anche del Petrarca e del Boccaccio, scrisse (da prima del 1394 al 1403 c.u.) un poema di 74 canti in terzine: il Quadriregio, cioè i quattro regni, dell'Amore, di Satana, dei Vizi, delle Virtù (gli ultimi tre ricordano i tre regni danteschi), nei quali, tronendo, per allegorie e personificazioni, dalle vicende della propria vita spirituale un ammaestramento, ha modo di invitar tutti ad innalzarsi alla Verità suprema. Il poema è nell'insieme arido e artificioso, nonostante le doti della forma che gli valsero la fama e gli valgono il ricordo.