GELOSIA, LEGGE DI

GELOSIA, LEGGE di. - Secondo la legge contenuta in Num. 5, 11 sgg., il marito che nutre sospetti riguardo alla fedeltà della moglie, sospetti non convalidati da testimonianza alcuna, conduce la donna al sacerdote, recando un'offerta di evocazione dell'eventuale colpa.

L'obblizione consiste in farina d'oro soltanto. Il sacerdote versa dell'acqua santa in un vaso di terracotta e vi aggiunge polvere del suolo del tabernacolo (ricca quindi di forze sociali anch'essa). Indi fa accostare la donna, le scioglie i capelli, e le pone nelle mani la farina, mentre egli tiene: «mano il vaso con l'acqua. La donna pronuncia la fortuna di automedizione per il caso che fosse colpevole. In caso di colpevolezza - così il sacerdote - «il Signore ti faccia oggetto d'imprecaione» di esecuzione in mezzo al tuo popolo con il farti cadere la coscia e gonfiare il ventre». La donna risponde: «Amen, amen». Il sacerdote trascrive poi le maledizioni sopra un foglio e le diluisce «nell'acqua amara di maledizione». Il sacerdote brucia sull'altare quale profumo una manata dell'oro («askarh e evocazione») e poi fa bere alla donna l'acqua.

BIBL.: S. R. Hirsch, Der Pentateuch, Numeri, Francoforte

Il sistema fu applicato direttamente al Vecchio Teatro stantato da H. Hubert, M. Mauss, e da J. G. Frazer; lo seguono A. Lods, A. Loisy, specialmente A. Causse. Questi autori sostengono la seguente evoluzione: religione collettivistica del periodo di nomadismo, religione mosaica (jathwismo), religione sincretista in Canaan, religione del periodo monarchico, religione morale dei profeti, religione post-esilica, prima individuale e quindi universalistica. È anche il fondamento logico, indispensabile, dell'opinione di K. L. Schmidt, R. Bultmann, G. Bertram, M. Dibelius (fautori della Formengeschichte) e di quanti (A. Loisy) ammettono con essi che la comunità cristiana (particolarmente quella di Antiochia), in quanto tale, fu creatrice delle idee e dei valori cristiani.

La G., basata su una metafisica insostenibile, frutto di equivoci, ha contro di sé i dati certi della storia e dell'etnologia, che dimostrano il posto eminente della persona individuale, l'elevato senso morale, l'idea dell'Essere Supremo, di responsabilità personale, in vigore tra i popoli antichi e tra quelli che oggi sono denominati "primitivi".

Bm.: 1) E. Durkheim, Les règles de la méthode sociologique, Parigi 1896; id., Les formes élémentaires de la vie religieuse, iv, 1923; 2) id., iv, 1937; H. Hubert-M.Mauss, Mélanges d'histoire des religions, iv, 1909; C. Bouglé, Sociologie et philosophie d'É. Durkheim, iv, 1924; Bilan de la sociologie française contemporaine, iv, 1928.

2) Conftuazioni: S. Deploige, Le conflit de la morale et de la société, iv, 1913; 3) id., iv, 1927; H. Finard de la Boullaye, L'étude comparée des religions, I, iv, 1925, pp. 431-50; L. De Grandmaison, Jésur-Christ, I, iv, 1928, pp. 195-200; II, iv, 1928, pp. 474-79; E. Magnin, Religion, in D'ThC, XIII, coll. 2206-2227; E. Florit, Il metodo della storia delle forme, Roma 1935, p. 19; S. A. Causse, Du groupe ethnique à la communauté religieuse. Le problème sociologique de la religion d'Israël, Parigi 1937; R. Jolivet, Ethnique personnaliste, in Archives de philosophie, I, (1938), pp. 112-17; G. Gurvitch, Essai de sociologie, iv, 1938; F. M. Braun, Formengeschichte, in DB, III, coll. 312-17, Francesco Spadafora.