GIACOMO di SÉRUG (SARUG). - Vescovo monofisita di Bațnă presso Edessa, n. ca. il 451 a Kürtăm sull'Eufrate, e m. a Bațnă nel 520-21. Nonostante fosse stato studente nella scuola nestorianizzante di Edessa, G. difese sempre il monofisismo. Fu monaco e dal 518 vescovo. I giacobiti e i Maroniti lo venerano come santo.
Fu scrittore fecondo ed elegante, autore, a quanto si diceva, di 763 omelie; i giacobiti lo chiamarono "cetra dello Spirito Santo". Nella sola Biblioteca Vaticana si conservano 231 omelie metriche di G.; P. Bedjan ne pubblicò 195 (Homeliae selectae Mar Iacobi Sarugensis, 5 voll., Parigii-Lipsia 1905-10); esse in maggioranza svolgono temi eseguiti sul Vecchio ma

Giacomo V, re di Scozia - Lettera con firma autografa (1535).
specialmente sul Nuovo Testamento. Altre omelie in prosa sono state pubblicate da P. Zingerle (Monumenta Syriaca ex Romanis codicibus collecta, I, Innsbruck 1896, pp. 91-106). Sono state scoperte numerose lettere di G. (ed. G. Olinder in Corpus script. christ. orientalium, 2a serie, XLV, Parigi 1937) fra le quali una ai monaci di Măr Bassos che conferma l'adesione di G. al monofisismo, già negata da G. Assemani ma oggi generalmente ammessa. G. è anche autore di anafore conoservate in etiopico. Insegno l'Immacolato Concepcionato di Maria, la Transustanziazione eucaristica, la processione dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio e il primato di s. Pietro.
Un immenso materiale attribuito a G. è ancora inedito.