GIHON

GIHON. - Fonte, fuori le mura di Gerusalemme, dove per ordine di David fu di sorpresa consacrato re Salomone, prevenendo la proclamazione di Adonia complottata dai suoi partigiani riuniti alla roccia di Zoheleth presso la fonte Rogel (I Reg. 1,9). Si identificò con 'Ajn Sitti Marjarn, l'unica fonte di Gerusalemme, situata ai piedi dell'altura (Ophel) su cui era il palazzo di David, nel lato occidentale della valle del Cedron a ca. 100 m. da Bir Ajjib (= fonte Rogel) e di fronte all'erta Zahwejleh (= Zoheleth?) che saliva al villaggio di Silwân.

L'esplorazione archeologica nella caverna da cui soggia il G. ha esaminato tutto un sistema di opere idrauliche per approvvigionare d'acqua la città in caso d'assedio. Nel II millennio un passaggio segreto, tagliato nella roccia, conduceva dalla città all'imboccatura di un pozzo da cui con funi e recipienti potevasì attingere l'acqua, che dalla fonte, sbarrata la naturale uscita, era incanalata nell'interno della collina fin sotto al pozzo. Gli eseguiti generalmente convengono che per questo passaggio (simbar) lo poteva penetrare nella fortezza gebusica e conquistarla.

Estesasi poi la città verso l'ovest, nuovi lavori (piscina e canali) furono già dal tempo di Salomone aggiunti intorno al G.; al tempo di Achaz un canale fu costruito lungo i fianchi della collina quasi a fior di terra, con varie sezioni aperte per l'innaffiamento dei giardini reali; esso dal G. conduceva l'acqua nella piscina inferiore, oggi Birket el-hamrâ' (Is. 8, 6). Questo canale, che poteva servire anche ad assedianti, fu otturato da Ezechia (II Par. 32, 30), il quale fece scavare una galleria profonda che, attraversando sotterraneamente la collina di Ophel, portava l'acqua dal G. superiore all'altro lato della collina, nel versante ovest (II Par. 32, 30; II Reg. 20, 20; Eccli. 48, 19) nella piscina di Siloe (Io. 9, 7). Ivi nel 1880 fu trovata l'iscrizione - oggi al Museo di Costantinopoli - che descrive l'opera compiuta.

BIBL.: H. Vincent, Jerusalem sous terre, Londra 1911; R. Weil, La cité de David, Parigi 1920.

Donato Baldi