Brigò presso Antioco IV (v.) Epifane ottenendone, con la promessa di somme considerevoli, il sommo sacerdozio e l'appoggio per ellenizzare Gerusalemme. Introdusse ufficialmente l'ellenismo a Gerusalemme: costruì una palestra; spinse i giovani ai costumi elleni (II Mach. 4, 7-17). Perseguitò i giudei fedeli; mandò una missione ai giochi di Tiro, con 300 dracme d'argento per un sacrificio ad Ercole! Accolse con grande pompa Antioco a Gerusalemme (II Mach. 4, 18-22). Poco dopo (172) mandò ad Antioco le somme pattuite; il messaggero, Menelao, anche peggiore di lui, lo tradì e soppiantò, comprando il sommo sacerdozio con 300 talenti d'argento in più. G. fuggì in Ammonitide (II Mach. 23-26). Durante la seconda spedizione di Antioco in Egitto (168), allorché si diffuse la falsa notizia della sua morte, G. con ca. 1000 uomini mosse contro Gerusalemme; costrinse Menelao a chiudersi nella cittadella e pigliò feroce vendetta dei suoi concittadini. Ma non poté sostenersi e dovette ritrarsi nell'Ammonitide e andar ramingo di paese in paese, in cerca d'asilo, finché tra gli Spartani se ne morì esecrato (II Mach. 5, 5-10).
GIASONE
Bibl.: M.-J. Lagrange, Le judaïsme avant Jésus-Christ, Parigi 1931, pp. 50-53; H. Bénon, Die beiden Jakobäu biicher, Bonn 1931, V. indice; G. Ricciotti, Storia d'Israël, II, Torino 1934, pp. 260-68.