GIASONE

GIASONE. - Sommo sacerdote (175-172 a. C.), fratello di Onia III, che soppiantò con mene infami. Il suo nome era Jehôsûa', cui diede la forma greca 'Iâxow.
GIASONE. - Sommo sacerdote (175-172 a. C.), fratello di Onia III, che soppiantò con mene infami. Il suo nome era Jehôsûa', cui diede la forma greca 'Iâxow.

Brigò presso Antioco IV (v.) Epifane ottenendone, con la promessa di somme considerevoli, il sommo sacerdozio e l'appoggio per ellenizzare Gerusalemme. Introdusse ufficialmente l'ellenismo a Gerusalemme: costruì una palestra; spinse i giovani ai costumi elleni (II Mach. 4, 7-17). Perseguitò i giudei fedeli; mandò una missione ai giochi di Tiro, con 300 dracme d'argento per un sacrificio ad Ercole! Accolse con grande pompa Antioco a Gerusalemme (II Mach. 4, 18-22). Poco dopo (172) mandò ad Antioco le somme pattuite; il messaggero, Menelao, anche peggiore di lui, lo tradì e soppiantò, comprando il sommo sacerdozio con 300 talenti d'argento in più. G. fuggì in Ammonitide (II Mach. 23-26). Durante la seconda spedizione di Antioco in Egitto (168), allorché si diffuse la falsa notizia della sua morte, G. con ca. 1000 uomini mosse contro Gerusalemme; costrinse Menelao a chiudersi nella cittadella e pigliò feroce vendetta dei suoi concittadini. Ma non poté sostenersi e dovette ritrarsi nell'Ammonitide e andar ramingo di paese in paese, in cerca d'asilo, finché tra gli Spartani se ne morì esecrato (II Mach. 5, 5-10).

Bibl.: M.-J. Lagrange, Le judaïsme avant Jésus-Christ, Parigi 1931, pp. 50-53; H. Bénon, Die beiden Jakobäu biicher, Bonn 1931, V. indice; G. Ricciotti, Storia d'Israël, II, Torino 1934, pp. 260-68.